Spagna, piano per vietare l’accesso ai social per i minori di 16 anni

Spagna, piano per vietare l’accesso ai social per i minori di 16 anni

K metro 0 – Madrid – La Spagna ha annunciato un piano per vietare l’accesso ai social media per i minori di 16 anni, obbligando le piattaforme a introdurre sistemi di verifica dell’età. L’iniziativa, presentata dal Primo Ministro Pedro Sánchez, fa parte di un pacchetto di misure per migliorare la sicurezza digitale dei giovani. Le

K metro 0 – Madrid – La Spagna ha annunciato un piano per vietare l’accesso ai social media per i minori di 16 anni, obbligando le piattaforme a introdurre sistemi di verifica dell’età. L’iniziativa, presentata dal Primo Ministro Pedro Sánchez, fa parte di un pacchetto di misure per migliorare la sicurezza digitale dei giovani.

Le autorità spagnole hanno sollevato preoccupazioni riguardo alla diffusione di contenuti dannosi come discorsi d’odio, pornografia e disinformazione sui social, che secondo il governo danneggiano i bambini e gli adolescenti. “I nostri figli non devono navigare da soli in uno spazio che non sono pronti a gestire,” ha dichiarato Sánchez, sottolineando che il governo non tollererà più questa situazione.

Oltre al divieto di accesso per i minori, una nuova legge che entrerà in vigore la prossima settimana prevede che i dirigenti dei social media siano ritenuti personalmente responsabili per i contenuti dannosi. Verranno introdotte sanzioni per manipolazioni algoritmiche e per la distribuzione di materiale illecito.

L’iniziativa spagnola segue l’esempio dell’Australia, che nel dicembre 2025 è diventata il primo paese al mondo a vietare l’accesso ai social per i minori di 16 anni. Con la Spagna in prima linea, diversi altri paesi europei stanno valutando provvedimenti simili per proteggere la sicurezza digitale dei giovani.

Studi in Spagna indicano che gli adolescenti passano in media oltre 4 ore al giorno sui social, con molti che vi accedono prima dei 13 anni. Le nuove misure potrebbero quindi spingere le aziende a progettare piattaforme più sicure per i minori, creando un precedente che potrebbe estendersi all’intera Europa.

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