La Libia e gli interessi contrapposti delle grandi potenze, l’Ue resta sulla sponda

La Libia e gli interessi contrapposti delle grandi potenze, l’Ue resta sulla sponda

K metro 0 – Tripoli – Il premier del Governo di unità nazionale libico (Gun), Abdulhamid Dabaiba, ha ricevuto il ministro dell’Energia turco, Alparslan Bayraktar, con cui ha discusso della cooperazione bilaterale in vari settori, in particolare nell’esplorazione di idrocarburi, nello sviluppo delle infrastrutture energetiche e nello scambio di competenze. Lo riporta la piattaforma informativa

K metro 0 – Tripoli – Il premier del Governo di unità nazionale libico (Gun), Abdulhamid Dabaiba, ha ricevuto il ministro dell’Energia turco, Alparslan Bayraktar, con cui ha discusso della cooperazione bilaterale in vari settori, in particolare nell’esplorazione di idrocarburi, nello sviluppo delle infrastrutture energetiche e nello scambio di competenze. Lo riporta la piattaforma informativa ufficiale libica “Hakomitna”, secondo cui durante l’incontro Bayraktar ha confermato la volontà di rafforzare le relazioni con la Libia.

Il ministro turco Bayraktar ha esaminato con il premier Dabaiba i progetti e le iniziative congiunte nel settore energetico. Dabaiba ha evidenziato l’importanza di investire il potenziale dei due Paesi nei progetti energetici, creando opportunità di investimento sostenibili. Vale la pena ricordare che lo scorso aprile Bayraktar ha annunciato l’intenzione della Turchia di implementare nuovi progetti di esplorazione di petrolio e gas in Libia, dopo che una delegazione della compagnia statale libica National Oil Corporation (Noc) si è recata a Istanbul per presentare le opportunità di investimento nel Paese nordafricano. Lo scorso ottobre, il Governo di unità nazionale ha poi annunciato la firma di una dichiarazione congiunta con la Turchia per istituire un comitato misto economico e commerciale, con l’obiettivo di ampliare le prospettive di partenariato.

Nel frattempo, a Novembre sono riprese le attività diplomatiche dell’ambasciata di Cina a Tripoli, “dopo dieci anni di attività temporanea fuori dal Paese”. Lo riferisce in una nota su Facebook il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale del Governo di unità nazionale della Libia, sottolineando che si tratta di “una tappa importante che riflette la profondità dell’amicizia e della cooperazione tra lo Stato della Libia e la Repubblica Popolare Cinese, e incarna la crescente fiducia delle missioni diplomatiche nel miglioramento della situazione della sicurezza a Tripoli e in tutto il Paese”.

“Questo passo rafforzerà la comunicazione diretta e la cooperazione pratica tra i due Paesi e creerà condizioni favorevoli per l’attuazione di progetti congiunti nei settori dell’economia, dell’istruzione, della cultura e della tecnologia, a vantaggio degli interessi di entrambi i popoli amici.

La Libia è il crocevia tra Mediterraneo e Sahel. Per la Turchia che si trova in Libia su richiesta formale del GNA di Tripoli e col il consenso della comunità internazionale, punta a consolidare il suo ruolo nel Paese accreditandosi come potenza regionale di primo piano, e come alleato indispensabile per la NATO. La posizione turca diventa ancora più rilevante in un momento in cui Washington cerca di contenere la Russia sul fronte ucraino e la Cina lungo le rotte africane.

In Libia, poi, Turchia e Russia sono coinvolte in una complessa dinamica geopolitica, dove agiscono come attori chiave, supportando fazioni opposte (Russia con Haftar, Turchia con il governo di Tripoli), ma per interessi strategici nel Mediterraneo, negoziano accordi; mentre l’Europa rimane in secondo piano, concentrata su migrazione e sicurezza. Ankara ha interessi economici, diplomatici e militari in Libia, mentre Mosca si concentra sulla presenza militare e sull’influenza politica.

Ankara e Mosca restano i due principali attori militari in Libia. La Russia, con la presenza del gruppo Wagner – oggi formalmente inquadrato nel ministero della Difesa russo – controlla ancora snodi strategici nell’Est. La Turchia occupa spazi vuoti, mantiene truppe e basi ad Ovest, a protezione del governo di Tripoli.

In questo contesto anche gli Stati Uniti, mirano ad aumentare la loro influenza in Libia e ridurre al minimo quella europea. La politica estera americana si conferma così coerente con una linea ormai consolidata: approfittare delle crisi locali per espandere la propria sfera d’influenza a discapito di quella europea.

Un altro fronte scottante è l’Africa sub-sahariana, dove nell’ultimo decennio Ankara ha accresciuto la propria influenza, grazie alla penetrazione dalla Libia.  La Turchia ha firmato accordi di difesa con diversi paesi saheliani. Questo rafforza la propria presenza in un’area in cui il vuoto lasciato dalla Francia è stato in parte colmato anche da attori come la Russia. Roma ha investito in iniziative civili e militari, mentre Ankara mira a consolidare il proprio ruolo di mediatore e partner affidabile.

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