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Spagna, in aumento del 10% le vittime di violenza di genere

Spagna, in aumento del 10% le vittime di violenza di genere

K metro 0 – Madrid – L’Osservatorio contro la violenza domestica e di genere riporta che il numero di vittime è aumentato del 10,30% in Spagna nel 2023 rispetto al 2022. Un dato in crescita costante dal 2013, ad eccezione del 2020, quando scoppiò la pandemia da Covid. In media, ogni giorno, in Spagna, le

K metro 0 – Madrid – L’Osservatorio contro la violenza domestica e di genere riporta che il numero di vittime è aumentato del 10,30% in Spagna nel 2023 rispetto al 2022. Un dato in crescita costante dal 2013, ad eccezione del 2020, quando scoppiò la pandemia da Covid.

In media, ogni giorno, in Spagna, le donne vittime di violenza domestica e di genere sono 533 rispetto alle 483 del 2022. Nel 2023, 194.658 donne in tutto sono state vittime di violenza di genere rispetto alle 176.483 dell’anno precedente. E la percentuale di condanne si è attestata all’80,64%. Un nuovo record annuale.

Nel 2023, gli organi giudiziari hanno ricevuto 199.282 denunce, sette su dieci sono state presentate direttamente dalle vittime alla stazione di polizia o in tribunale. Fa tuttavia riflettere l’incremento del 15,38% di casi in cui la vittima stessa si è esentata dall’obbligo di testimoniare; il 10% di esse ha preso questa decisione; in dettaglio, 19.500 vittime hanno pertanto rinunciato a testimoniare contro i loro aggressori.

Le comunità autonome con i tassi più bassi sono state la Castiglia e León, con 52,5 vittime ogni 10.000 donne; la Galizia, con 53,1; i Paesi Baschi, con 56,8; La Rioja, con 58,9; la Catalogna, con 61,5; la Castiglia-La Mancia, con 62; le Asturie, con 65,3; l’Aragona, con 72,8; la Cantabria, con 76,7, e l’Extremadura, con 77.

La presidente dell’Osservatorio, Ángeles Carmona, ha rilevato “l’efficacia delle azioni del sistema giudiziario” e la “fiducia che genera nelle vittime”, e ribadito il suo appello al Congresso e al Senato per la riedizione del Patto di Stato. Ha anche sottolineato che otto sentenze su dieci sono state condanne, il che “è un chiaro sintomo che il funzionamento della giustizia e di tutti gli operatori che collaborano con i giudici sta migliorando ogni giorno”. Inoltre ella analizzerà “tutti i casi di omicidi e assassini, al fine di individuare eventuali scappatoie legali o lacune nell’azione che potrebbero essersi verificate”, e ha esortato a non cadere “nello scoraggiamento” perché “dobbiamo continuare ad andare avanti per le vittime che continuano a soffrire e per la memoria di coloro che hanno purtroppo perso la vita per mano dei loro abusatori”. In definitiva, esistono “molti strumenti” per proteggere le donne vittime di violenza di genere e i loro figli. “La macchina che si mette in moto quando viene presentata una denuncia per reati legati alla violenza di genere ha raggiunto un livello di efficacia molto alto”.

Nel frattempo, secondo uno studio sulla violenza nelle relazioni intime – come vittima, autore o entrambi allo stesso tempo- realizzato dal Grupo de Investigación en Victimización Infantil y Adolescente (GReVIA) dell’Università di Barcellona, presentato di recente al CaixaForum di Madrid, il 18,4% degli adolescenti spagnoli si sente colpito. Lo studio è stato condotto su un campione di 4.004 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

La violenza nelle relazioni tra adolescenti si esercita principalmente attraverso tre azioni: controllo, aggressione fisica e sessuale. E può compromettere davvero la loro salute mentale e fisica così come il loro sviluppo personale e la loro integrazione sociale. Per controllo si intende la limitazione dei contatti del partner con altre persone, ad esempio, attraverso il monitoraggio del telefono cellulare. L’aggressione fisica include schiaffi, calci e altri tipi di aggressione, mentre quella sessuale è classificata separatamente come rapporto intimo indesiderato.

Il report, seguito dai ricercatori Noemí Pereda, Marta Codina e Diego A. Díaz-Faes, ha studiato anche la posizione degli autori, i carnefici. Il tasso di prevalenza della violenza nelle relazioni di coppia tra gli adolescenti è del 13,6%, mentre quello di perpetrazione è del 4,8%. Il 10,1% degli adolescenti spagnoli è stato vittima di comportamenti di controllo nelle relazioni. La psicologa e professoressa di Vittimologia, Noemí Pereda, ha dichiarato che l’indice di comportamenti di controllo ottenuto nello studio è “molto simile a quello riscontrato in altri studi nazionali precedenti e anche in altri studi europei: questi comportamenti riguardano 1 giovane spagnolo su 10”.

Per l’esperta, questa forma di violenza legata ai comportamenti di controllo è “strettamente legata a una visione molto tradizionale e patriarcale di ciò che dovrebbe essere l’amore romantico, un modello di relazione in cui il controllo è interpretato come interesse e rispetto” per il partner. Le relazioni in cui i ragazzi o le ragazze dicono di controllare i loro partner “sono temporanee e il modello di amore romantico scompare con il passare del tempo e con l’instaurarsi di nuove relazioni”, precisa. Tuttavia, ha aggiunto che in alcuni casi questo comportamento di controllo può degenerare in altre forme più gravi di violenza, come la violenza fisica o sessuale, ed è per questo che chiede che “l’educazione abbia un impatto su queste concezioni dannose delle relazioni e dell’amore che limitano la libertà dei giovani e li incoraggiano a seguire un modello di violenza”. Ne ha riferito Rtve.

 

di Sandro Doria

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