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Senato, Convegno sul ruolo delle comunità religiose, mai rinunciare a perseguire la pace

Senato, Convegno sul ruolo delle comunità religiose, mai rinunciare a perseguire la pace

K metro 0 – Roma – ‘Il ruolo delle comunità religiose ed etniche nella costruzione dell’Europa e nel superamento delle crisi’, questo il titolo del convegno tenutosi a Roma lunedì 27 novembre, presso la sala del Senato dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro. L’evento, voluto dal senatore Mario Scurria e organizzato in collaborazione con il

K metro 0 – Roma – ‘Il ruolo delle comunità religiose ed etniche nella costruzione dell’Europa e nel superamento delle crisi’, questo il titolo del convegno tenutosi a Roma lunedì 27 novembre, presso la sala del Senato dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro. L’evento, voluto dal senatore Mario Scurria e organizzato in collaborazione con il MICC (Media International Communication Club), ha annoverato tra i suoi relatori molte personalità importanti del mondo spirituale e culturale internazionale, politici, giuristi ed esperti dei media. L’onorevole Scurria ha introdotto l’evento sottolineando l’importanza del confronto tra persone con radici culturali e credenze diverse che si incontrano nel Mediterraneo, un luogo che storicamente ha favorito la costruzione di ponti tra diversità. Ha dichiarato, inoltre, che solo attraverso il dialogo possiamo costruire un mondo migliore, poiché le comunità aspirano a essere coese e partecipative come lo sono le famiglie. Nizar Ramadan, editore e segretario generale MICC, ha invitato i partecipanti a considerare il convegno come un punto di partenza costante per il dialogo e la pace, ribadendo che non si deve mai rinunciare a perseguire la pace e che la parola d’ordine per questo è: dialogare, dialogare, dialogare.

Luigi Di Salvia, dell’associazione ‘Religions for Peace’, ha ripreso le parole del teologo cattolico Hans Kung che ha detto: “Non ci sarà pace tra i popoli di questo mondo senza pace tra le religioni del mondo” (1996 ). Il numero di persone morte in guerra negli ultimi anni è stato estremamente elevato. Dagli anni ’90, milioni sono morti nei vari conflitti apertisi e mai chiusi in alcune aree del mondo. Oggi assistiamo a conflitti mondiali che ricordano tanto un passato da dimenticare.  È estremamente importante, dunque, affrontare le differenze attraverso grandi incontri, grandi dialoghi, perché solo attraverso l’incontro e la comunicazione le persone si predispongono alla chiamata di responsabilità nella ricerca della pace tra i popoli.

S.E. il dottor Abdul Aziz Sarhan, direttore della Lega musulmana mondiale Italia, ha enfatizzato l’importanza di aprire le porte all’amore e alla dignità, sottolineando la necessità di trattare le persone con rispetto e accoglienza, così come accogliamo gli animali domestici in casa, li curiamo e li accudiamo. E il nostro vicino, che tende la mano verso di noi, anche egli ha bisogno delle nostre cure e dei nostri sacrifici. Dobbiamo dare dignità ai nostri fratelli poveri e trattare tutti gli esseri umani con misericordia. Solo con il bene si conquistano i cuori. L’imam Nader Akkad, ha richiamato le parole di Papa Francesco contro le guerre e l’indifferenza, citando anche il Corano e l’importanza di salvare vite: “Papa Francesco ricordando l’orrore dei morti della ‘guerra inutile’, così definita la prima Guerra Mondiale, ha detto mai più guerre e mai più indifferenza. Le guerre sono le madri di tutti i peccati”. Le guerre portano con sé una vasta gamma di impatti negativi, tra cui la perdita di vite umane è la più atroce; ma anche la distruzione di comunità, la dislocazione forzata di popolazioni, il trauma psicologico e l’instabilità socioeconomica. Rimanere indifferenti alle guerre significa negare la nostra umanità e la responsabilità che abbiamo nei confronti degli altri. Ogni conflitto rappresenta un fallimento della nostra capacità di risolvere le differenze in modo pacifico e dimostra l’incapacità di affrontare le sfide globali attraverso il dialogo e la cooperazione.

La professoressa Maria Amato Garrito, magnifico rettore dell’Università Telematica Uninettuno, ha sottolineato la necessità di costruire ponti, utilizzando Internet come uno strumento globale di conoscenza. Ha invitato a cambiare il modo di insegnare a scuola tenendo conto della globalizzazione e dell’impatto di Internet sulla vita dei nostri figli. “Tutto oggi dovrebbe essere comunicato e affrontato in modo universale e non Stato per Stato. Pensiamo al problema del bullismo. Non servono leggi italiane o francesi, il problema va affrontato a livello universale”, ha ricordato la docente emerita in Psicotecnologie, anche ideatrice del modello organizzativo e pedagogico di Uninettuno; dove le lezioni sono per tutti coloro che ne possono usufruire. Recente novità per un approccio più inclusivo nell’educazione di qualità dell’Università telematica sono i corsi in lingua gratuiti per i rifugiati dalle guerre.

Il rabbino Joseph Levi, della comunità di Firenze ha dichiarato: “Attraversiamo un periodo di significative trasformazioni e sfide culturali e religiose in Europa. La situazione del continente richiede una riflessione approfondita, e il dialogo interreligioso si presenta come uno strumento prezioso per affrontare tali sfide e per delineare collettivamente una visione innovativa, che possiamo chiamare ‘la nuova umanità’. Questo costituisce la vera sfida che ci troviamo ad affrontare. Tuttavia, vi sono ancora molteplici aspetti da scoprire e apprendere l’uno dall’altro. L’acquisizione di conoscenze sulle diversità degli altri rappresenta un elemento fondamentale, poiché fornisce il terreno fertile per la costruzione di connessioni significative con il prossimo”.

Le preziose riflessioni espresse durante gli interventi di tutti i relatori sul dialogo interreligioso hanno suscitato un forte impatto, evidenziando la necessità di continuare su questa via costruttiva. È incoraggiante constatare che le parole degli organizzatori e del Senatore Scurria, che auspicherebbero questo incontro come il primo di una serie di futuri eventi, siano state accolte con un sentimento di speranza diffuso. Si auspica che la discussione e l’approfondimento tematico continuino a essere al centro di iniziative future, plasmando un percorso di collaborazione e comprensione reciproca che possa contribuire a edificare un’Europa coesa e sicura per tutta l’umanità.

La ricchezza delle diverse prospettive emerse durante questo incontro pone le basi per un dialogo continuo e proficuo. Attraverso l’impegno costante nel promuovere l’inclusione, la comprensione e il rispetto reciproco, si può contribuire a costruire ponti duraturi tra le diverse comunità presenti in Europa. Si spera che le future iniziative siano ispirate a un obiettivo comune di pace e armonia, in linea con l’aspirazione di creare uno spazio in cui le diversità culturali e religiose siano considerate come un arricchimento anziché come un motivo di divisione. In questo modo, potremo guardare al futuro con ottimismo, fiduciosi che ogni nuovo incontro rappresenti un passo ulteriore verso una convivenza pacifica e prospera per tutte le persone che condividono questa straordinaria realtà europea.

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Oriana Mariotti
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