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Eurostat, spesa sociale per gli anziani: prima la Germania, Italia terza dopo Grecia e Portogallo

Eurostat, spesa sociale per gli anziani: prima la Germania, Italia terza dopo Grecia e Portogallo

K metro 0 – Bruxelles – Arrivano cifre importanti per quanto riguarda la spesa sociale dedicata agli anziani nei diversi Paesi dell’Unione. Secondo i dati del 2017 forniti dall’Eurostat, in media l’Ue spende il 45,8% per gli anziani, il 37,1% per la sanità e il 4% in alloggi popolari. Il Paese che spende di più

K metro 0 – Bruxelles – Arrivano cifre importanti per quanto riguarda la spesa sociale dedicata agli anziani nei diversi Paesi dell’Unione. Secondo i dati del 2017 forniti dall’Eurostat, in media l’Ue spende il 45,8% per gli anziani, il 37,1% per la sanità e il 4% in alloggi popolari. Il Paese che spende di più nella sanità è la Germania (44,8%), quello che spende meno è Cipro (22,8%). L’Italia spende il 28,8%. Per quanto riguarda gli alloggi popolari, Cipro ha la spesa più alta (9,1%), la Polonia quella più bassa (0,8%). Dopo Grecia e Portogallo l’Italia è terza in Europa per la più alta spesa sociale dedicata agli anziani. Alla cura della terza età è andato il 57,8% di tutta la spesa sociale italiana, in Grecia il 62,8% e in Portogallo il 58,3%.

L’Italia gli dedica l’1,2% della spesa sociale complessiva. Sulla spesa per la disoccupazione in testa c’è la Spagna (7,7%), all’ultimo posto la Romania (0,5%), in Italia la spesa è a 5,8%. Infine, sulla spesa per le famiglie e i bambini è il Lussemburgo ad occupare il primo posto (15,3%), il Portogallo all’ultimo (4,9%). In Italia la spesa per famiglie è al 6,3%.

Sono dati che tracciano un quadro ben chiaro della situazione economica e sociale del Vecchio Continente, ma soffermiamoci su altri numeri forniti dalle elaborazioni del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali dell’Eurostat sull’età media degli anziani nell’Unione. Si noterà subito quanto ci sia una stretta connessione tra entrambi i risultati: età media e calcolo della spesa sociale.

Indubbiamente in Europa si vive più a lungo, ma non necessariamente meglio. L’Italia scende dal podio e si allinea alla media europea per speranza di vita a 65 anni in buona salute (si intende senza limitazioni funzionali): nel caso degli uomini, pur mantenendosi leggermente al di sotto della media europea, perde di gran lunga posizioni, collocandosi ben al di sotto del Paese europeo più virtuoso (la Norvegia, con 15,9 anni, rispetto ai 9,4 dell’Italia); nel caso delle donne, invece, dal quinto posto scende al dodicesimo in classifica con 9,8 anni (valore inferiore alla media di 10,2 anni).

Il Bel Paese si conferma comunque uno dei più longevi d’Europa e del mondo. Secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, relativi al 2017, l’Italia occupa i vertici delle classifiche sia per speranza di vita alla nascita (80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne), sia per speranza di vita residua a 65 anni, più elevata di un anno per entrambi i generi rispetto alla media Ue (19,2 anni per gli uomini e 22,4 per le donne).

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