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Ruanda. Macron dà il via a un progetto di indagine storica. Juncker: “Il tempo non potrà mai cancellare i momenti bui della nostra storia…”

Ruanda. Macron dà il via a un progetto di indagine storica. Juncker: “Il tempo non potrà mai cancellare i momenti bui della nostra storia…”

K metro 0 – Kigali – In Ruanda, nella giornata di domenica, è stato commemorato il 25esimo anniversario del giorno d’inizio del terribile genocidio che ha visto morire circa 800mila persone. Il Paese è ancora profondamente colpito dalle conseguenze delle uccisioni di massa. Il presidente ruandese, Paul Kagame, e la first lady, Jeannette Kagame, hanno

K metro 0 – Kigali – In Ruanda, nella giornata di domenica, è stato commemorato il 25esimo anniversario del giorno d’inizio del terribile genocidio che ha visto morire circa 800mila persone. Il Paese è ancora profondamente colpito dalle conseguenze delle uccisioni di massa. Il presidente ruandese, Paul Kagame, e la first lady, Jeannette Kagame, hanno depositato corone di fiori e successivamente hanno acceso una torcia presso il memoriale del genocidio di Gisozi a Kigali. Tra le personalità presenti alla cerimonia i leader di Chad, della Repubblica del Congo, del Djibouti, del Niger, del Belgio, del Canada, dell’Etiopia, dell’Unione africana e dell’Unione europea.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha partecipato all’accensione della fiamma memoria delle vittime. Queste le sue parole: “Le parole non possono esprimere quanto io sia toccato da questo memoriale della tragedia. Il tempo non potrà mai cancellare i momenti bui della nostra storia. Ma è proprio nei nostri momenti più bui che inizia l’ascesa verso la luce. Il Ruanda è tornato alla luce. E non lo dimenticheremo mai”. Una processione ha sfilato per le strade della capitale fino ad arrivare al Kigali National Stadium, dove circa 30mila persone hanno partecipato in serata ad una fiaccolata.

Queste, invece, le parole di un’insegnante, Agnes Mutamba, nata durante il genocidio, rilasciate ad AP: “25 anni fa, il Ruanda era stata infossata dal malgoverno, oggi, siamo una nazione piena di speranze”. Il ministro degli Esteri, Oliver Nduhungihere, ha sottolineato come “il governo attuale abbia unito tutti i ruandesi sotto una stessa cultura e una stessa storia. Il Paese sta affrontando una rapida trasformazione economica”.

Il genocidio è iniziato il 6 aprile del 1994 quando l’aereo su cui viaggiava il presidente ruandese, Juvénal Habyarimana, fu colpito e si schiantò a Kigali. Habyarimana, come la maggior parte della popolazione del Ruanda, era di etnia Hutu. La minoranza dei Tutsi fu incolpata dell’uccisione del presidente e gli estremisti Hutu diedero il via a un vero e proprio massacro con il favore dell’esercito, della polizia e delle milizie.  Il governo Kagame ha puntato il dito, in tempi recenti, contro il governo del ’94 guidato dagli Hutu per l’abbattimento dell’aereo e accusato il governo francese di non aver fatto nulla per impedire il genocidio.

Nella giornata di venerdì, il presidente francese Emmanuel Macron ha dato il via a un progetto di ricerca per comprendere al meglio il ruolo di Parigi in Ruanda, prima e dopo il genocidio. Un gruppo di storici e ricercatori porteranno avanti un’indagine sul “ruolo e sul coinvolgimento della Francia” in Ruanda dal 1990 al 1994. Gli studi verranno portati a termine entro due anni.

La riconciliazione etnica è uno dei dogmi dell’attività politica di Kagame, leader del Ruanda dalla fine del genocidio nel 1994 e alla guida del Paese dal 2000. Negli anni gli è stata riconosciuta l’abilità nell’aver portato stabilità, crescita economica, miglioramenti alla sanità e all’educazione nella nazione. Tuttavia, molti sostengono che Kagame non accetti alcuna critica e sottolineano come il suo governo sia in realtà repressivo.

Queste le dichiarazioni rilasciate a Reuters di Victoire Ingabire, all’opposizione: “Il partito al governo ha deciso di adottare la dittatura fin dai primi giorni dopo il genocidio, affermando che stavano proteggendo la sovranità nazionale, ma ora sento che dovrebbe finire. Il governo dovrebbe lasciare che i politici dell’opposizione lavorino liberamente perché negare loro i loro diritti creerà problemi. Venticinque anni sono sufficienti, il governo dovrebbe lasciare che le persone siano libere di esprimere le loro opinioni “.

E’ arrivato poi anche il commento della Human Rights Watch: “A 25 anni dall’inizio del genocidio, le vittime e i sopravvissuti devono essere il pensiero fisso di tutti noi. Tuttavia, è importante sottolineare l’esigenza di garantire la responsabilità di chiunque ci fosse dietro questi terribili atti”. Dopo un quarto di secolo, i corpi delle vittime continuano a essere ritrovati. Lo scorso anno, le autorità ruandesi hanno scoperto delle fosse comuni contenenti circa 5.400 corpi.

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