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Grecia -Turchia: aperti i canali del dialogo e cooperazione economica

Grecia -Turchia: aperti i canali del dialogo e cooperazione economica

K metro 0 – Ankara – Sembra che i due paesi, da sempre turbolenti cugini in lotta della famiglia Europa, siano arrivati a un punto di incontro. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro greco Alexīs Tsipras hanno discusso, martedì scorso, del bisogno di dialogo tra i propri paesi, che, per tre

K metro 0 – Ankara – Sembra che i due paesi, da sempre turbolenti cugini in lotta della famiglia Europa, siano arrivati a un punto di incontro. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro greco Alexīs Tsipras hanno discusso, martedì scorso, del bisogno di dialogo tra i propri paesi, che, per tre volte, dall’inizio degli anni ’70, sono arrivati sull’orlo della guerra e rimangono ancora divisi su diversi punti.

Il tentativo di riconciliazione è frutto di un lungo incontro tenutosi nel palazzo presidenziale di Ankara, martedì scorso, in cui i due capi di Stato hanno affrontato temi molto delicati legati al rapporto controverso di Grecia e Turchia. Erdoğan, in particolare, si è soffermato sulla tanto discussa protezione che il governo greco ha offerto agli otto soldati turchi sospettati di aver partecipato al tentato golpe nel 2016, che ha portato alla dichiarazione dello stato di emergenza e alla carcerazione di più di 50 mila persone, oltre al licenziamento di altre 135 mila.

“Ciò che ci aspettiamo dalla Grecia è che non si trasformi in un rifugio per i membri di gruppi terroristici, come FETO, il PKK e il Fronte rivoluzionario della liberazione popolare” ha dichiarato alla stampa Erdoğan. “Ho ribadito ai nostri amici greci, ancora una volta, di estradare i membri del gruppo di Fethullah Gülen” ha aggiunto.

“È ovvio che la Grecia ha un proprio sistema giudiziario, l’indipendenza della magistratura deve assolutamente essere rispettata e la distinzione dei ruoli è una parte inviolabile della costituzione greca. Ci sono state decisioni della giustizia che dobbiamo rispettare e rispettiamo” ha ribattuto Tsipras, che ha voluto, comunque, sottolineare che il suo governo non ha mai nutrito simpatie per i golpisti del 2016.

Prima che il presidente greco mettesse piede in Turchia, il ministro dell’interno turco, stando alle notizie dell’agenzia statale Anadolu, aveva aggiunto altri 74 ufficiali alla lista nera delle persone ricercate per aver avuto un presunto ruolo nel fallito colpo di Stato. In questa stessa lista compaiono anche gli otto ricercati scappati in Grecia, per la cui cattura il governo turco sta offrendo 4 milioni di lire turche (circa 680 mila euro).

Dalla Grecia, il parlamentare di opposizione Giorgos Koumoutsakos, del partito Nuova Democrazia e responsabile degli affari esteri, accusa la Turchia di aver fatto “una nuova mossa provocatoria” per minare la visita di Tsipras. “Ha messo una taglia sugli otto militari turchi, ignorando la decisione ufficiale della giustizia greca di concedere loro asilo” ha poi aggiunto.

Nonostante le divergenze, tuttavia, i due leader si sono concentrati sul dialogo e sulla costruzione di una cooperazione economica, a differenza di quanto accaduto durante il viaggio di Erdoğan ad Atene nel 2017. In questa occasione, infatti, il presidente turco non aveva fatto altro che esporre alla Grecia le sue lamentele ed era finito col chiedere, ufficialmente, la revisione del trattato di Losanna, dopo aver criticato il cattivo trattamento dei musulmani in Grecia.

“Se entrambi ci fossimo rifiutati di parlare, anche solo al telefono, oggi ci ritroveremmo in una situazione disastrosa. Sono contento che ci sia sincerità e una buona comunicazione tra noi” ha detto Tsipras.

I due vicini alleati della NATO, inoltre, hanno accettato di prendere dei provvedimenti per alleviare la tensione delle dispute territoriali che riguardano lo spazio marittimo dell’Egeo, problematica tornata in auge, per l’appunto, dopo la visita compiuta da Erdoğan ad Atene. La questione della divisione delle acque territoriali tra i due Stati risale al 20 luglio 1974, quando la Turchia invase l’isola di Cipro, dividendola, così, in due aree politiche: la Repubblica di Cipro, in cui vivono i greci ciprioti, e la Repubblica di Cipro Nord, abitata da turchi ciprioti, non riconosciuta dalla comunità internazionale. Le tensioni tra le due parti dell’isola si sono inasprite ancor di più quando la Repubblica di Cipro ha avviato attività di ricerca di giacimenti di gas naturale, esplorazione che, secondo Ankara, avrebbe violato i diritti di sovranità di Cipro Nord su quei potenziali giacimenti di idrocarburi.  “Credo che noi, in quanto Turchia, dobbiamo risolvere pacificamente tutte le dispute con la Grecia” ha dichiarato Tappyip Erdoğan.

Si è discusso, inoltre, anche di cooperazione energetica e di un nuovo collegamento tra Smirne e Salonicco.

Il viaggio del presidente Tsipras, iniziato martedì scorso, si concluso ieri a Istanbul con la visita al patriarca ecumenico ortodosso Bartolomeo, dopo aver visitato il museo di Santa Sofia. Nella sua ultima tappa, che ha visto, dunque, una visita al monastero di Halki sull’isola di Heybeliada, nel mar di Marmara al largo di Istanbul, il premier greco Alexis Tsipras ha lanciato un appello al governo di Erdogan perché permetta la riapertura della prestigiosa scuola teologica ortodossa di Halki, chiusa dal 1971, a seguito di una disputa tra Ankara e Atene. “Voglio credere che siamo vicini al giorno in cui in queste stanze torneranno a risuonare le risate degli studenti” ha dichiarato Tsipras, primo presidente greco a visitare l’edificio.

 

di Mara di Fuccia

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