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FYROM non c’è più! A Skopje è ora di preparare le domande di ammissione a NATO e UE

FYROM non c’è più! A Skopje è ora di preparare le domande di ammissione a NATO e UE

K metro 0 – Balcani – Il parlamento greco ha ratificato la sua parte dell’accordo con la Repubblica di Macedonia (Fino a oggi riconosciuta in campo internazionale come FYRoM: Former Yugoslavian Republic of Macedonia) per cambiare il nome di quest’ultima nella Repubblica del Nord della Macedonia (Nord Macedonia in breve), assicurando il sostegno della Grecia

K metro 0 – Balcani – Il parlamento greco ha ratificato la sua parte dell’accordo con la Repubblica di Macedonia (Fino a oggi riconosciuta in campo internazionale come FYRoM: Former Yugoslavian Republic of Macedonia) per cambiare il nome di quest’ultima nella Repubblica del Nord della Macedonia (Nord Macedonia in breve), assicurando il sostegno della Grecia per la sua adesione all’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico e all’Unione europea.

Con questo voto storico, la Grecia ha detto la parola “fine” alla disputa secolare sul nome Macedonia, che era quello della provincia settentrionale del paese – l’antica roccaforte di Alessandro Magno – e per gli oppositori al cambio non doveva essere utilizzato dallo stato confinante. In particolare, fino ad oggi la Grecia aveva posto il veto all’adesione della Macedonia alla NATO e all’UE, sostenendo che il nome della nazione prevalentemente slava equivaleva all’appropriazione culturale della storia antica greca e trasmetteva ambizioni territoriali verso la “sua provincia della Macedonia”.

Il presidente Tsipras, sembra ora rafforzato dalla vittoria in parlamento, passata anche attraverso le insidie di un voto di fiducia. “La ratifica dell’accordo di Prespes e la recente vittoria nel voto di fiducia fanno aumentare la popolarità del presidente Tsipras e il suo governo “, ha dichiarato Thomas Gerakis, direttore dell’agenzia di sondaggi di Atene MARC. Non va dimenticato, infatti, che a settembre scade in mandato di Tsipras e a ottobre, se non prima, dovrebbero essere indette le elezioni.

Quindi, se l’accordo con la Macedonia poteva costare al presidente greco alcuni voti in patria, sicuramente gli è stato un punto a favore sul fronte della politica estera.

“Avevano immaginazione, hanno rischiato, erano pronti a sacrificare i propri interessi per il bene superiore”. Zoran, Alexis – ben fatto! “, ha detto il presidente del Consiglio dell’Unione europea Donald Tusk in un tweet rivolto ai leader delle due nazioni. “Entrambi i paesi hanno colto quest’opportunità unica che costituisce un esempio di riconciliazione per l’Europa nel suo insieme e darà un nuovo impulso alla prospettiva europea della regione”, hanno detto in una dichiarazione congiunta il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il capo della politica estera Federica Mogherini.

L’adesione della Macedonia alla NATO riaffermerebbe l’influenza del trattato sulla relativamente instabile regione dei Balcani, con la Grecia che svolge un ruolo di primo piano. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha accolto con favore la ratifica in un tweet, definendolo “un importante contributo alla stabilità e alla prosperità” della regione e ha affermato “Attendo con impazienza che la futura Repubblica del Nord Macedonia aderisca alla NATO”.

La soddisfazione è stata ancora maggiore tra i membri della NATO e dell’Unione Europea, in quanto hanno percepito l’accordo come un mezzo per assicurare l’orientamento filoccidentale di Skopje e ridurre al minimo l’influenza russa nella nascente Nord Macedonia.

Mosca contrastava l’accordo perché prodromico alle richieste macedoni di adesione a UE e NATO e quindi ulteriore, anche se piccolo, allargamento dell’Alleanza (come auspicato da Stoltemberg proprio oggi).

Ankara, che ha una buona presenza di popolazione turca nel paese, sa che Skopje nell’UE si allontanerebbe come partner commerciale e soprattutto è cosciente che mentre oggi è irragionevole pure pensare a una Turchia membro dell’UE, la Nord Macedonia ha molti meno problemi, come indicato dai messaggi della Mogherini, a diventarne membro.

Da non dimenticare, comunque, che la Macedonia è grande quanto il Piemonte e ha la metà della popolazione di Roma e oggi, nel paese, oltre ai problemi etnico-religiosi è in aumento sia la corruzione sia le interferenze al processo di stabilizzazione da molti Stati esteri. Inoltre, la Nord Macedonia di domani ha un grosso problema di foreign fighters di ritorno e di controllo dei confini sud, proprio con la Grecia. Dopo la crisi migratoria del 2015 la allora FYRoM aveva costruito decine di chilometri di sbarramenti e reti metalliche e al momento più di 150 Foreign Fighters minacciano la tranquillità e stabilità del paese.

Ma oggi a Skopje è un giorno di festa. FYRoM non c’è più e bisogna compilare i “moduli di richiesta di adesione” a NATO ed EU.

 

di Giuseppe Morabito 

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