K metro 0 – Bruxelles – Ue-Mercosur, non è soltanto ‘un accordo commerciale’. È un banco di prova per la tenuta democratica dell’Unione europea, per la capacità delle sue istituzioni di dare voce al lavoro e alla società civile e per la credibilità dei socialdemocratici europei. Comunque se l’accordo dovesse entrare in vigore prima del voto parlamentare,
K metro 0 – Bruxelles – Ue-Mercosur, non è soltanto ‘un accordo commerciale’. È un banco di prova per la tenuta democratica dell’Unione europea, per la capacità delle sue istituzioni di dare voce al lavoro e alla società civile e per la credibilità dei socialdemocratici europei.
Comunque se l’accordo dovesse entrare in vigore prima del voto parlamentare, il messaggio sarebbe chiaro: il commercio viene prima della democrazia. Infatti, il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di Giustizia europea un parere sulla compatibilità dell’accordo commerciale con i Trattati fondativi dell’Unione, Con una maggioranza risicatissima ma decisiva di appena dieci voti di scarto, l’Eurocamera ha attivato, grazie all’approvazione di una mozione presentata da The Left con il supporto dei Greens, una prerogativa costituzionale prevista dall’articolo 218 del Trattato di Funzionamento dell’Unione europea (TFUE), sospendendo l’iter di ratifica di un accordo che la Commissione von der Leyen considera strategico, e rinviandone di almeno un anno e mezzo il voto finale.
L’accordo comunque, è il risultato di anni di negoziati e comprende strumenti di accompagnamento e salvaguardia che dovrebbero rendere più flessibile l’adattamento degli operatori agricoli alle nuove condizioni di mercato.
Il ministro dell’Agricoltura spagnolo, Luis Planas, ha ribadito che, nonostante le preoccupazioni espresse da alcune organizzazioni agricole e da forze politiche, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur sarà positivo per il settore agroalimentare spagnolo. In un intervento pubblico, ha affermato che i timori relativi all’impatto della liberalizzazione degli scambi sono comprensibili, ma che “l’intesa è un’opportunità di crescita e di apertura su mercati strategici come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay”. Planas ha sottolineato che l’accordo non si limita a eliminare o ridurre i dazi su una vasta gamma di prodotti, ma include anche clausole su standard sanitari e fitosanitari, regole di origine e meccanismi di tutela, con l’obiettivo di garantire che i prodotti europei mantengano condizioni di competitività e qualità. Secondo Planas, il Mercosur rappresenta un mercato con milioni di consumatori in crescita e una maggiore integrazione può favorire le esportazioni spagnole di prodotti ad alto valore aggiunto, come vini, oli, formaggi e altri beni agricoli trasformati.
Secondo il Ministro, la chiave per massimizzare i benefici dell’accordo sarà l’intensificazione delle strategie di internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, per intercettare la domanda crescente in Sud America e diversificare i mercati di sbocco. Pur riconoscendo l’esistenza di critiche e timori legittimi di fronte a un’apertura commerciale ampia, Planas ha ribadito che l’esecutivo è impegnato a monitorare l’attuazione dell’accordo, a sostenere i settori più vulnerabili e a promuovere misure di accompagnamento dove necessario.
Secondo il ministro italiano dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’accordo concluso tra Unione europea e Paesi del Mercosur ”è stato un buon affare per noi”, lo ha detto durante la prima giornata della fiera ortofrutticola Fruit Logistica che si sta svolgendo a Berlino.
”L’accordo è stato garantito su due pilastri. Il primo è riottenere che le nostre aziende avessero la certezza di essere resistenti e resilienti con più di dieci miliardi dalla Commissione per l’Italia sulle politiche agricole comuni. Senza questi soldi le nostre imprese avrebbero avuto perdite significative di competitività. Dall’altra parte garanzie all’interno del Mercosur per il mondo agricolo che permetteranno di applicare un principio di reciprocità che sta già emergendo anche in altri accordi come quello con l’India”, ha affermato ancora il ministro.
Secondo Lollobrigida ”il mondo agricolo ha degli asset che sono oggettivamente avvantaggiati” come il settore vitivinicolo, ad esempio, o lattiero caseario ma ”proteggeremo anche tutti gli altri settori come abbiamo fatto negli ultimi anni”. L’impegno del governo italiano è sempre stato quello di ”garantire la crescita dell’agricoltura che oggi è diventata la prima per valore aggiunto in Europa”.













