Caso Epstein: la giustizia francese si occupa del caso

Caso Epstein: la giustizia francese si occupa del caso

K metro 0 – Parigi – Il ciclone causato dalla pubblicazione dei file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein colpisce personalità di rilievo. Mentre l’Europa dei grandi valori occidentali prosegue il suo silenzio sul caso, emerge che fra i 3 milioni di documenti pubblicati negli Stati Uniti su Epstein, vi sarebbero concreti riferimenti a vari cittadini

K metro 0 – Parigi – Il ciclone causato dalla pubblicazione dei file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein colpisce personalità di rilievo. Mentre l’Europa dei grandi valori occidentali prosegue il suo silenzio sul caso, emerge che fra i 3 milioni di documenti pubblicati negli Stati Uniti su Epstein, vi sarebbero concreti riferimenti a vari cittadini europei.

Si tratta in particolare di “elementi suscettibili di contenere rivelazioni sul coinvolgimento di cittadini francesi in reati di diversa natura, in particolare a carattere sessuale o finanziario”, ha fatto sapere la Procura di Parigi in un comunicato, sabato 14 febbraio.

La Procura parigina indica inoltre di stare analizzando diversi fascicoli. Anzitutto quello di Jean-Luc Brunel, un agente di modelle sospettato di essere stato il reclutatore di Epstein in Francia, indagato per stupro su minore. “L’obiettivo è poter estrarre qualsiasi elemento che possa essere utilmente riutilizzato in un nuovo contesto investigativo.” Lo riportano i media francesi.

Nel mirino della giustizia francese, c’è anche un altro reclutatore di modelle vicino a Epstein: Daniel Siad. Era stato oggetto di una denuncia presentata da una donna di nazionalità svedese,  che gli attribuisce fatti che qualifica come stupri commessi in Francia nel 1990: “Mi ha chiesto di venire a Monaco per qualche giorno per poter lavorare e ho detto sì. Arrivata lì, ha iniziato a flirtare con me. È stato invadente e, alla fine della giornata, potete immaginare. Avevo troppa paura per poter resistere.”

È stata aperta anche un’altra inchiesta, quella che riguarda Fabrice Aidan, diplomatico da 25 anni, che a lungo, avrebbe fornito servizi o passato informazioni diplomatiche a Jeffrey Epstein. Sarà inoltre analizzata una denuncia per molestie sessuali presentata contro il direttore d’orchestra francese Frédéric Chaslin.

Nel frattempo, in corso perquisizioni presso l’Istituto del mondo arabo e in “diversi luoghi” nell’ambito dell’inchiesta aperta per riciclaggio di frode fiscale aggravata nei confronti dell’ex Ministro della Cultura Jack Lang e di sua figlia Caroline, ha annunciato oggi il Parquet national financier (PNF).

Jack Lang e sua figlia Caroline, produttrice cinematografica francese, sono citati nei file come corrispondenti diretti di Epstein. Epstein ha ricevuto diverse e-mail dalla segretaria personale di Jack Lang, compresi i link alle copie dei passaporti della famiglia e ai dettagli di vari viaggi.

Non c’è alcun collegamento tra i Lang e i crimini sessuali di Epstein, ma i tre hanno discusso di varie iniziative commerciali, compresi i riferimenti via e-mail tra Caroline e Epstein a un “grande progetto”. Jack Lang chiedeva anche favori a Epstein, come l’uso di auto e aerei.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot inoltre, si è dichiarato “sconvolto” e “personalmente indignato” per il coinvolgimento del diplomatico francese Fabrice Aidan.

Nel frattempo, è in corso operazioni di perquisizione in diversi luoghi, tra cui l’Istituto del mondo arabo. Le perquisizione si inseriscono nel quadro di un’indagine preliminare aperta dal Parquet national financier il 6 febbraio per il reato di riciclaggio di frode fiscale aggravata nei confronti di Jack Lang e Caroline Lang”, si legge nel comunicato del PNF.

L’inchiesta era stata aperta dopo la pubblicazione da parte di Mediapart di un’indagine sui presunti legami finanziari dell’ex ministro della Cultura e di sua figlia con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

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