K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico Keir Starmer sarà domani in Cina per una visita che rappresenta un passaggio significativo nella strategia di politica estera del Regno Unito. Si tratta del primo viaggio ufficiale di un capo di governo britannico a Pechino dal 2018, quando Theresa May guidava l’esecutivo e Londra
K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico Keir Starmer sarà domani in Cina per una visita che rappresenta un passaggio significativo nella strategia di politica estera del Regno Unito. Si tratta del primo viaggio ufficiale di un capo di governo britannico a Pechino dal 2018, quando Theresa May guidava l’esecutivo e Londra era impegnata a ridefinire i propri rapporti economici internazionali nel periodo immediatamente successivo alla Brexit. A distanza di sei anni, il quadro globale appare profondamente cambiato, segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una instabilità che rende più complessa la ricerca di un equilibrio tra alleanze tradizionali e nuovi interlocutori.
Al centro della visita vi sarà l’incontro tra Starmer e il presidente cinese Xi Jinping, che nelle intenzioni di Downing Street dovrebbe contribuire a un parziale riavvicinamento dopo anni di rapporti difficili. Le relazioni tra Londra e Pechino si erano infatti progressivamente deteriorate durante l’ultimo decennio sotto i governi conservatori, complici crescenti preoccupazioni sul piano della sicurezza e della dipendenza economica. L’obiettivo dichiarato dell’attuale esecutivo laburista è rilanciare il dialogo economico, in particolare sul fronte degli investimenti, in una fase in cui l’economia britannica continua a mostrare segnali di debolezza. La Cina resta il quarto partner commerciale del Regno Unito, un dato che il governo considera centrale per sostenere la crescita.
Durante il viaggio, Starmer incontrerà anche il primo ministro cinese Li Qiang e il presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo, Zhao Leji. Il premier britannico sarà accompagnato da una delegazione composta da rappresentanti di oltre 50 aziende attive in settori chiave come la finanza e la sanità, incluse banche, strutture ospedaliere e industrie farmaceutiche. L’obiettivo è favorire nuove opportunità di cooperazione economica, pur nella consapevolezza dei limiti politici e strategici che caratterizzano il rapporto con Pechino.
La missione, tuttavia, non è priva di rischi sul piano interno e internazionale. Starmer potrebbe infatti esporsi alle critiche dei settori più diffidenti verso la Cina all’interno del Regno Unito, oltre a possibili tensioni con gli Stati Uniti. A partire dal governo di David Cameron, i premier britannici avevano progressivamente scoraggiato un coinvolgimento cinese in ambiti sensibili come infrastrutture e telecomunicazioni, privilegiando un approccio più cauto.
La visita si inserisce inoltre in un contesto di rinnovata attività diplomatica occidentale verso Pechino. Negli ultimi mesi il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro canadese Mark Carney hanno effettuato visite ufficiali in Cina, mentre a febbraio è atteso il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Una dinamica che assume particolare rilievo mentre alla Casa Bianca siede Donald Trump, tradizionalmente critico nei confronti dell’influenza economica e politica cinese. Secondo il portale “Politico”, Starmer resta comunque determinato a preservare rapporti solidi con Washington, anche alla luce delle recenti tensioni legate ai dazi e al sostegno britannico alla Groenlandia.
Alla vigilia della partenza, il primo ministro ha ribadito che il Regno Unito non intende essere costretto a scegliere tra Stati Uniti e Cina, confermando la centralità del legame con Washington su commercio, sicurezza e difesa. Allo stesso tempo, ha sottolineato come ignorare Pechino non sia un’opzione realistica, data la sua posizione di seconda economia mondiale, respingendo una visione “binaria” dei rapporti internazionali.













