Londra non partecipa al Board of Peace di Trump

Londra non partecipa al Board of Peace di Trump

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito ha annunciato oggi che non firmerà il “Board of Peace” promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, almeno per il momento. La decisione è legata alle preoccupazioni sulla possibile partecipazione del presidente russo Vladimir Putin. A confermarlo è stato il Ministro degli Esteri britannico Yvette

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito ha annunciato oggi che non firmerà il “Board of Peace” promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, almeno per il momento. La decisione è legata alle preoccupazioni sulla possibile partecipazione del presidente russo Vladimir Putin. A confermarlo è stato il Ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper.

Cooper ha spiegato alla Bbc che, sebbene il Regno Unito sia stato invitato ad aderire, “oggi non sarà tra i firmatari” durante la cerimonia al World Economic Forum di Davos. Il Board of Peace, che conferisce a Trump ampi poteri decisionali come presidente, è presentato dagli Stati Uniti come una nuova iniziativa internazionale per la risoluzione dei conflitti. Tuttavia, Cooper ha descritto il progetto come un “trattato giuridico” che solleva questioni più ampie rispetto al suo obiettivo iniziale di porre fine al conflitto israelo-palestinese e alla guerra a Gaza.

Critiche sono state sollevate anche sullo statuto del Board, proposto dalla Casa Bianca, che non menziona il territorio palestinese. Secondo gli osservatori, il board rischia di sostituire alcune funzioni delle Nazioni Unite.

Non solo il Regno Unito, ma anche alcuni storici alleati degli Stati Uniti hanno deciso di non aderire al board. In particolare, nessuno degli altri membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU – Cina, Francia, Russia e Regno Unito – ha ancora dato la propria adesione ufficiale.

La premier italiana sul Board of Peace  ha dato la sua risposta che sembra essere un no. A motivare il passo indietro – ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – c’è l’incompatibilità tra lo statuto del Board e l’articolo 11 della Costituzione. “La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11 della Costituzione, quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto del Board of Peace per Gaza”, ha detto Meloni in un’intervista tv, riferita dalla stampa italiana.

La firma dello statuto del Board of Peace ha suscitato una crescente attenzione internazionale, in particolare per quanto riguarda le sue disposizioni e la sua applicazione pratica. Tra i temi centrali vi sono la ricostruzione e il futuro di Gaza, il disarmo di Hamas e la governance del territorio nel periodo post-bellico. In questo contesto, paesi come Norvegia e Francia hanno espresso scetticismo, sollevando il dubbio che, anche se il comitato fosse incaricato dalle Nazioni Unite, non vi sia chiarezza su chi ne abbia giurisdizione. Entrambi hanno sottolineato che l’ONU dovrebbe avere un ruolo più significativo nella governance post-bellica di Gaza.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha da sempre rappresentato la principale piattaforma internazionale per la diplomazia e la risoluzione dei conflitti, sin dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nonostante ciò, Trump, durante la cerimonia di firma a Davos, ha ribadito che il Board of Peace non intende sostituire l’ONU, ma piuttosto contribuire a realizzare una pace “duratura” in Medio Oriente. Il presidente ha aggiunto che, una volta completata la formazione del board, “potremo fare praticamente tutto ciò che vogliamo”, ma sempre in collaborazione con le Nazioni Unite.

Trump sembra già sapere come si evolverà la situazione. Alla cerimonia di firma hanno partecipato anche i rappresentanti di 19 Paesi, tra cui Argentina, Ungheria, Marocco, Arabia Saudita e Turchia. Tuttavia, l’annuncio della partecipazione di Putin non è stato ancora confermato ufficialmente da Mosca. In un incontro con i membri del Consiglio di Sicurezza, Putin ha confermato di aver ricevuto “un invito personale” da parte di Trump, ma ha aggiunto che la risposta formale della Russia arriverà solo dopo aver esaminato i documenti e consultato i partner strategici. “Il Ministero degli Esteri russo è stato incaricato di esaminare i documenti e di consultarsi con i nostri alleati”, ha detto Putin, indicando che la risposta definitiva arriverà solo in seguito.

Nizar Ramadan
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