K metro 0 – Washington – L’ultima minaccia di Donald Trump sulla Groenlandia riguarda i dazi, settore che nei mesi scorsi ha segnato una profonda spaccatura tra gli Usa e buona parte del resto del mondo. “Potrei imporre dazi ai Paesi che non ci seguono sulla Groenlandia“, ha detto Trump, parlando durante la tavola rotonda sugli
K metro 0 – Washington – L’ultima minaccia di Donald Trump sulla Groenlandia riguarda i dazi, settore che nei mesi scorsi ha segnato una profonda spaccatura tra gli Usa e buona parte del resto del mondo. “Potrei imporre dazi ai Paesi che non ci seguono sulla Groenlandia“, ha detto Trump, parlando durante la tavola rotonda sugli investimenti rurali. “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e quindi potrei farlo”, ha aggiunto.
A nulla valgono per ora gli sforzi europei volti a frenare l’intento del presidente americano che vuole l’isola a tutti i costi per asseriti motivi di sicurezza nazionale, dice, contro i rischi che potrebbero arrivare da Russia e Cina.
Poi, parlando ai giornalisti davanti alla Casa Bianca, ha ribadito: ”Sì, stiamo parlando con la Nato” della Groenlandia, ”abbiamo un disperato bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale” perché ”se non l’avessimo, avremmo una falla nella sicurezza nazionale”.
Nel frattempo, il capo del Comando congiunto artico della Danimarca ha dichiarato all’Afp che gli Stati Uniti sono stati invitati a partecipare a esercitazioni militari in Groenlandia insieme agli alleati della Nato. “Certamente, gli Usa in quanto parte della Nato sono invitati qui”, ha affermato il maggiore generale Soren Andersen, a bordo di una nave della Marina danese nel porto di Nuuk, la capitale groenlandese. Andersen ha sottolineato che le esercitazioni riguardano “ciò che sta accadendo in Ucraina” e ha osservato di non aver mai visto navi russe o cinesi vicino all’isola artica, che è un territorio autonomo danese. Lo riporta l’Adnkronos.
Intanto è tornato a farsi sentire il Cremlino: la Groenlandia “è territorio della Danimarca”. Dinanzi alle rivendicazioni degli Stati Uniti sull’isola, il portavoce Dmitry Peskov ha definito la situazione “insolita e straordinaria” per quanto riguarda il diritto internazionale, che per gli Stati Uniti “non è una priorità”.
Intanto, un altro paese limitrofo teme di finire nelle mire di Washington. Billy Long, nominato ambasciatore in Islanda proprio dal presidente americano, ex deputato repubblicano del Missouri ha scherzato pubblicamente sul fatto che l’Islanda sarà il 52esimo stato americano e che lui sarà chiamato a ricoprire il ruolo di governatore. Una battuta forse, ma che a Reykjavik sembrano aver preso sul serio. “Abbiamo contattato l’ambasciata statunitense in Islanda per verificare la veridicità dei presunti commenti”, ha dichiarato il ministero degli Esteri islandese in una nota inviata a Politico.
Le parole dell’ ambasciatore Usa, hanno già scatenato un polverone, portando al lancio di una petizione che chiede al ministro degli Esteri islandese di respingere la candidatura di Long ad ambasciatore degli Stati Uniti in Islanda.













