K metro 0 – Il Cairo – Il Cairo e Doha hanno discusso gli sviluppi a Gaza e nello Yemen, con focus sull’attuazione della seconda fase del piano guidato dagli Stati Uniti. Secondo una nota del ministero degli Esteri egiziano, il capo della diplomazia del Cairo Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro
K metro 0 – Il Cairo – Il Cairo e Doha hanno discusso gli sviluppi a Gaza e nello Yemen, con focus sull’attuazione della seconda fase del piano guidato dagli Stati Uniti. Secondo una nota del ministero degli Esteri egiziano, il capo della diplomazia del Cairo Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, affrontando le principali crisi regionali e le modalità per rafforzare la cooperazione bilaterale.
Per quanto riguarda la Striscia di Gaza, Abdelatty e Al Thani hanno esaminato le misure previste dalla cosiddetta fase due del piano promosso dagli Stati Uniti, con particolare attenzione ai ritiri israeliani dal territorio palestinese. Il ministro egiziano ha ribadito il sostegno alla creazione di un comitato palestinese tecnocratico temporaneo incaricato di amministrare Gaza, in parallelo alla costituzione di una forza internazionale di stabilizzazione. Abdelatty ha inoltre sottolineato la necessità di garantire un accesso pieno e continuativo agli aiuti umanitari, ritenuto essenziale per favorire la ripresa precoce del territorio. Allo stesso tempo, ha espresso un netto rifiuto di qualsiasi iniziativa che possa compromettere l’unità geografica dei territori palestinesi o separare Gaza dalla Cisgiordania.
Nel corso del colloquio, i due ministri hanno affrontato anche il dossier yemenita. In questo contesto, il capo della diplomazia egiziana ha riaffermato il sostegno del Cairo all’unità, all’integrità territoriale e alla salvaguardia delle istituzioni nazionali dello Yemen. Abdelatty ha evidenziato l’urgenza di promuovere una de-escalation e di arrivare a una soluzione politica globale attraverso un dialogo guidato dagli yemeniti, evitando iniziative unilaterali. Secondo l’Egitto, qualsiasi percorso di soluzione deve preservare la coesione territoriale del Paese e rispondere alle aspirazioni della popolazione yemenita in termini di sicurezza e stabilità, in un quadro che favorisca la fine del conflitto e il rafforzamento delle istituzioni statali.













