K metro 0 – Bruxelles – Il Parlamento europeo ha adottato ieri con 519 voti a favore, 119 contrari e 25 astensioni le nuove misure per rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea convogliando finanziamenti provenienti da fondi Ue esistenti. La legislazione adottata, e già concordata con il Consiglio europeo, consentirà di destinare
K metro 0 – Bruxelles – Il Parlamento europeo ha adottato ieri con 519 voti a favore, 119 contrari e 25 astensioni le nuove misure per rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa europea convogliando finanziamenti provenienti da fondi Ue esistenti.
La legislazione adottata, e già concordata con il Consiglio europeo, consentirà di destinare maggiori fondi dell’Ue agli investimenti legati alla difesa, modificando i criteri di finanziamento di programmi Ue esistenti, fra i quali la Piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa (Step), Horizon Europe, il Fondo europeo per la difesa, il programma Europa digitale e il Meccanismo per collegare l’Europa (Cef).
Nel corso dei negoziati con il Consiglio sul testo legislativo, – riferisce Nova – il Parlamento ha ampliato il campo di applicazione delle misure includendo l’obiettivo di rafforzare la resilienza di fronte agli attacchi ibridi in corso e alle ingerenze straniere. I deputati hanno inoltre ottenuto un maggiore supporto per l’industria della difesa ucraina, assicurando la partecipazione del paese al Fondo europeo per la difesa.
Intanto, Il primo ministro britannico Keir Starmer ha chiesto ai vertici militari di rivedere alcune parti del piano di investimenti per la difesa, destinato a delineare la più ampia riforma delle Forze armate britanniche “in una generazione”. Lo riporta il quotidiano “Financial Times”.
Il documento, inizialmente atteso prima di Natale, rischia ora di slittare al 2026. Il governo ha smentito che Starmer abbia rifiutato di approvare il piano, definendo “categoricamente non vero” un blocco di natura politica. Tuttavia, fonti vicine ai colloqui parlano di tensioni tra Downing Street e il ministero della Difesa, in particolare sui costi. Secondo il quotidiano, durante un recente briefing Starmer avrebbe espresso preoccupazioni sulla “sostenibilità finanziaria” del piano, chiedendo ulteriori verifiche sulle spese previste.













