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Regno Unito, la Camera dei Lord boccia il disegno legge sul Ruanda

Regno Unito, la Camera dei Lord boccia il disegno legge sul Ruanda

K metro 0 – Londra – Da tempo l’obiettivo del primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, è dissuadere gli immigrati extra comunitari dall’attraversare la Manica con piccole imbarcazioni, e inviare le migliaia di rifugiati arrivati in Ruanda, un piccolo Paese senza sbocco sul mare, nell’Africa centro-orientale, a 6.500 km dalla Gran Bretagna. Finora, però,

K metro 0 – Londra – Da tempo l’obiettivo del primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak, è dissuadere gli immigrati extra comunitari dall’attraversare la Manica con piccole imbarcazioni, e inviare le migliaia di rifugiati arrivati in Ruanda, un piccolo Paese senza sbocco sul mare, nell’Africa centro-orientale, a 6.500 km dalla Gran Bretagna. Finora, però, nessun richiedente asilo è stato imbarcato su un volo per l’Africa. Prima ha bocciato il piano la Corte Suprema, poi ci ha pensato l’opposizione.

Il governo Sunak ha difatti subìto cinque sconfitte alla Camera dei Lord in merito alla sua proposta di legge per il rilancio del programma di deportazione in Ruanda presentata alla fine del 2023. La Corte Suprema aveva già stabilito all’unanimità nel novembre scorso che il programma di rimpatrio era illegale, dichiarando che i veri rifugiati rischiano di essere trasferiti nei loro paesi di origine, dove potrebbero subire torture e trattamenti inumani. I giudici hanno difatti evidenziato che nel 2021 il governo britannico aveva criticato il Ruanda per “esecuzioni extragiudiziali, morti in custodia, sparizioni forzate e torture”. Non solo, essi hanno inoltre messo in rilievo un incidente del 2018, quando la polizia ruandese ha aperto il fuoco contro i rifugiati intenti a protestare.

Eppure il governo ha risposto che il nuovo trattato con il Ruanda, firmato a dicembre, risponde alle obiezioni della Corte Suprema. Il ministro dell’Interno Lord Sharpe di Epsom ha dichiarato che il trattato, che ha sostituito un accordo precedente, avrebbe evitato il rischio che le persone inviate in Ruanda venissero rimandate nei loro Paesi d’origine, dove avrebbero potuto subire persecuzioni. Per spiegare i motivi per cui ha respinto gli emendamenti, ha affermato che i motivi legali per contestare le deportazioni dovrebbero rimanere “limitati”, al fine di “prevenire la giostra dei ricorsi legali”.

Cosa succede ora che i deputati dell’opposizione hanno bloccato le modifiche al disegno di legge secondo cui il Ruanda è un paese sicuro e che Sunak considera fondamentale per fermare le imbarcazioni?

Le rettifiche ora torneranno alla camera dei Comuni, dove il governo ha la maggioranza e potrebbe annullarle. Nel caso fossero respinte, il disegno di legge sarà sottoposto a un processo noto come “ping pong” previsto per fine marzo, in cui passerà fra i deputati e i pari finché non si troverà un accordo sulla formulazione finale. Fra i più critici del nuovo disegno legge, Lord Anderson di Ipswich, che ha presentato un emendamento sostenuto anche da alcuni conservatori, fra cui l’ex segretario agli interni Lord Calrke di Nottingham.

Anderson ha così dichiarato alla BBC: “Se il Ruanda è sicuro, come il governo vorrebbe far credere, non ha nulla da temere da questo controllo”. I deputati hanno anche approvato le correzioni che prevedono che il paese africano possa essere considerato sicuro solo quando funzionari indipendenti che supervisionano il trattato di deportazione del Regno Unito con il Paese dichiarano che è stato “pienamente attuato”. Hanno poi appoggiato un emendamento laburista, secondo il quale il disegno di legge deve mantenere la “piena conformità con il diritto nazionale e internazionale”.

di Sandro Doria

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