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Argentina: proteste contro il decreto di deregolamentazione di Milei

Argentina: proteste contro il decreto di deregolamentazione di Milei

K metro 0 – Buenos Aires – Migliaia di cittadini hanno occupato nella serata di mercoledì le strade di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, per protestare contro il “decreto di necessità e urgenza” con cui il presidente, Javier Milei, intende portare a termine un’ampia deregolamentazione dell’economia. La cittadinanza, in modo apparentemente spontaneo, si è riversata nelle

K metro 0 – Buenos Aires – Migliaia di cittadini hanno occupato nella serata di mercoledì le strade di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, per protestare contro il “decreto di necessità e urgenza” con cui il presidente, Javier Milei, intende portare a termine un’ampia deregolamentazione dell’economia.

La cittadinanza, in modo apparentemente spontaneo, si è riversata nelle strade principali decidendo in corso d’opera di confluire verso la piazza del Parlamento, priva, peraltro della presenza di forze di polizia. La protesta si è svolta in modo sostanzialmente pacifico, contraddistinta dal tradizionale “cacerolazo”, il rumore insistito che ciascuno produce battendo i mestoli su delle pentole. Nonostante alcuni momenti di possibile tensione, con manifestanti che si sono arrampicati sulle ringhiere che separano il Parlamento dalla piazza, non si registrano scontri o feriti.

Poco dopo l’annuncio del decreto che deregolamenterà l’economia argentina, in diversi quartieri della capitale Buenos Aires si è levata la tradizionale forma di protesta conosciuta come “cacerolazo”, un rumore insistito che ciascuno da casa sua e con le finestre aperte – produce battendo con forza sulle pentole. Al momento, risultano coinvolti i quartieri di Palermo, Villa Crespo, Almagro, Parque Patricios e San Cristobal. In serata il presidente dell’Argentina, Javier Milei, ha presentato le misure, oltre 30, con cui intende “far cadere l’impalcatura di leggi” che ostcolando l’attività economia, a suo giudizio, impediscono lo sviluppo del Paese e la libertà degli individui a solo vantaggio della “casta”.

Tra martedì e mercoledì, peraltro, il Paese ha celebrato il 22esimo anniversario degli scontri sociali in cui morirono 39 persone, situazione che portò alle dimissioni dell’allora presidente Fernando De la Rua. Le manifestazioni sono iniziate subito dopo la fine del messaggio televisivo con cui il presidente Milei, accompagnato dai suoi ministri, ha presentato un ampio pacchetto di misure che va dalla privatizzazione delle imprese pubbliche alla rimozione di molte delle leggi che attualmente disciplinano settori del mercato.

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Nizar Ramadan
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