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Bosnia Erzegovina: Procura accusa sei persone per crimini di guerra contro serbi

K metro 0 – Sarajevo  – La Procura della Bosnia Erzegovina ha presentato un atto d’accusa contro sei persone sospettate di crimini di guerra contro civili di nazionalità serba nella zona di Visoko. Lo riporta la stampa locale, secondo cui le sei persone sono accusate di aver torturato, derubato e maltrattato fisicamente e mentalmente civili

K metro 0 – Sarajevo  – La Procura della Bosnia Erzegovina ha presentato un atto d’accusa contro sei persone sospettate di crimini di guerra contro civili di nazionalità serba nella zona di Visoko. Lo riporta la stampa locale, secondo cui le sei persone sono accusate di aver torturato, derubato e maltrattato fisicamente e mentalmente civili serbi, comprese donne, bambini e persone di età avanzata, dal mese di maggio fino alla fine del 1992 nel campo di lavoro situato nella caserma Ahmet Fetahagic.

Intanto, Sono apparsi oggi a Banja Luka e Sarajevo Est, nell’entità serba della Bosnia Erzegovina (Repubblica Srpska), dei cartelli con la scritta “Il confine esiste”. Lo ha affermato Jelena Trivic, presidente del partito Fronte popolare (Nf) la quale ha sottolineato che la pubblicità di Banja Luka “non le è piaciuta” poiché nella foto compare il volto di una persona “con un equipaggiamento militare”. La stessa Trivic ha sottolineato di “non aver mai chiesto” all’Alto rappresentante della comunità internazionale in Bosnia Erzegovina Christian Schmidt di rimuovere dalla sua carica il presidente della Repubblica Srpska, Milorad Dodik. Pochi giorni fa Schmidt aveva sostenuto che i leader dell’opposizione dell’entità serba del Paese gli avevano chiesto di “rimuovere dalla scena politica” Dodik, senza però aggiungere particolari su nomi o altro. 

L’ufficio dell’Alto Rappresentante in Bosnia Erzegovina (Ohr) Christian Schmidt, ha affermato in comunicato che non esiste alcun confine statale tra le entità della Bosnia Erzegovina. “La Bosnia Erzegovina e le entità non ostacolano la piena libertà di movimento di persone, beni, servizi e capitali in tutto il Paese. Nessuna entità effettuerà controlli sulla linea di demarcazione tra le entità. C’è libertà di movimento in tutta la Bosnia Erzegovina”, ha scritto l’Ohr in un messaggio su X (ex Twitter).

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Joseph Villeroy
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