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ChatBots e Deepfake: gli usi criminali dell’Intelligenza Artificiale

ChatBots e Deepfake: gli usi criminali dell’Intelligenza Artificiale

K metro 0 – Bruxelles – Non ci vuole molto per rappresentare Papa Francesco con un piumino alla moda, bianco candido come il suo zucchetto, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. La foto falsa del Papa, che sta circolando su Internet, l’ha creata, alle 2 di notte, un operaio edile che risiede nei pressi di Chicago,  forse

K metro 0 – Bruxelles – Non ci vuole molto per rappresentare Papa Francesco con un piumino alla moda, bianco candido come il suo zucchetto, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. La foto falsa del Papa, che sta circolando su Internet, l’ha creata, alle 2 di notte, un operaio edile che risiede nei pressi di Chicago,  forse sotto l’effetto di qualche “erba”.

Ma l’intelligenza artificiale (AI) non viene utilizzata solo per divertimento. Europol, l’Ufficio europeo di polizia, mette in guardia sulle opportunità che può offrire ai criminali. E   parla di “cupe prospettive”.

In un rapporto appena pubblicato, un gruppo di investigatori ha esaminato ad esempio, il “chatbot”: un software che simula ed elabora conversazioni umane (scritte o parlate), consentendo agli utenti di interagire con i dispositivi digitali come se stessero comunicando con una persona reale. Ciò consente di rispondere a domande in diverse lingue, di riassumere testi o di scrivere poesie e programmi per computer.

I criminali di solito sono pronti ad abusare delle nuove tecnologie con potenziali applicazioni in  molti campi. Come il phishing e l’ingegneria sociale: le informazioni sensibili, comprese password o coordinate bancarie, vengono rubate tramite siti web falsi, e-mail o brevi messaggi, il che spesso porta a frodi o ricatti.

Propaganda, incitamento all’odio e  disinformazione possono essere creati e diffusi molto più velocemente.

Conoscenze sui sistemi di finanziamento del terrorismo, sulle tecniche della criminalità informatica o sugli abusi sui minori possono essere acquisite più rapidamente e in modo più mirato.

Con l’intelligenza artificiale, si possono facilmente creare non solo testi artefatti, ma anche foto false – come quella del Papa – o  deepfake: un nuovo tipo di video con face-swap (scambi di viso) realistici”. “L’ultima crisi morale di Internet”, come è stata definita da Mashable, un sito web statunitense  frequentato da milioni di persone ogni mese (creato nel 2005) e diventato una delle più importanti fonti di notizie indipendenti dedicate alla cultura digitale, ai social media e alla tecnologia.      

I metodi abusivi più noti sono quelli utilizzati per creare immagini, video e registrazioni audio falsi. Migliore è la qualità di questi falsi, più ampia è la gamma di applicazioni criminali. Grazie a queste tecniche si possono commettere molti più crimini e molto più rapidamente.

Europol sta quindi monitorando l’area di applicazione dell’IA con l’ausilio di un proprio gruppo speciale, l'”Innovation Lab”. Un nuovo rapporto su IA e criminalità è previsto per la fine dell’anno.

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