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Finlandia, un’ondata di scioperi scuote il paese

Finlandia, un’ondata di scioperi scuote il paese

K metro 0 – Helsinki – Un compromesso alla fine è stato trovato a tarda sera di mercoledì (1 marzo). E ha posto fine a uno sciopero a oltranza dei lavoratori portuali che andava avanti da due settimane paralizzando il commercio estero della Finlandia. Ancora verso la mezzanotte di domenica sera (26 febbraio) il conciliatore

K metro 0 – Helsinki – Un compromesso alla fine è stato trovato a tarda sera di mercoledì (1 marzo). E ha posto fine a uno sciopero a oltranza dei lavoratori portuali che andava avanti da due settimane paralizzando il commercio estero della Finlandia.

Ancora verso la mezzanotte di domenica sera (26 febbraio) il conciliatore nazionale Anu Sajavaara non aveva nascosto il suo disappunto per il protrarsi della vertenza senza  risultati promettenti. Ma  tre giorni dopo, la situazione si è sbloccata. Il sindacato dei lavoratori dei trasporti (AKT) ha accettato un accordo all’unanimità da cui è nato un nuovo contratto collettivo”, che prevede aumenti salariali del 6,3%  ha dichiarato il capo sindacale Ismo Kokko.

Prendendo esempio dagli accordi firmati nelle industrie tedesche, i portuali finlandesi chiedevano un aumento salariale dell’8,5% per i prossimi due anni.

Lo sciopero dei portuali, iniziato il 15 febbraio scorso, aveva praticamente bloccato tutte le esportazioni e le importazioni attraverso i porti finlandesi e rallentato le consegne postali.

L’esito delle negoziazioni dovrebbe essere approvato dal consiglio di amministrazione dell’associazione degli operatori portuali finlandesi (i datori di lavoro). Ma le acque restano ancora agitate nel settore dei trasporti in Finlandia. Con uno sciopero degli autobus in corso e uno sciopero ferroviario incombente.

Mercoledì mattina (1 marzo)l’AKT ha lanciato uno sciopero degli autisti di autobus che ha interrotto fino al 90% dei servizi delle linee pubbliche nella regione di Helsinki e in altre grandi aree urbane.

Sempre mercoledì, il conciliatore nazionale,  Sajavaara, ha avanzato una proposta di risoluzione di una controversia di lavoro nel settore ferroviario, con una minaccia di sciopero che si profila per lunedì prossimo (6 marzo). Le due parti dovranno presentare le loro risposte alla sua proposta entro le 9 di giovedì.

Il sindacato JHL (Trade Union for the Public and Welfare Sectors) ha annunciato due scioperi dei ferrovieri, il primo dal 6 al 10 marzo, il secondo dal 13 al 17 marzo, se non si raggiungerà un accordo prima di allora.

L’ondata di scioperi che ha scosso la Finlandia (dalle industrie tecnologiche, chimiche e della plastica, fino ai commessi dei supermercati e ai portuali) è dovuta all’aumento del carovita.

Se da una parte gli indici della borsa finlandese  hanno raggiunto livelli record   nel corso della pandemia, per i lavoratori finlandesi si prospettano ora rapidi aumenti dell’inflazione, delle bollette della luce e dei tassi di interesse. E il governo socialdemocratico di Helsinki, “amico dei lavoratori” per sua autodefinizione, si trova ad affrontare il riacuirsi di conflitti di classe, con numerosi contratti collettivi giuntoi a scadenza all’inizio del febbraio 2023 proprio menrtre l’inflazione si gonfiava, come stava avvenendo dalla fine del 2022.

E intanto, le condizioni del servizio sanitario in tutto il paese si aggravano, con gli infermieri che restano sovraccarichi di lavoro e sottopagati.

(EURACTIV, SHIP MAG e altre fonti qualificate)

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