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Bielorussia: Lukašėnko cerca un ruolo, pronto a schierare armi nucleari russe

Bielorussia: Lukašėnko cerca un ruolo, pronto a schierare armi nucleari russe

K metro 0 – Minsk – Nel caso in cui la NATO intenda spostare armi nucleari in Polonia, Minsk vuole reagire chiedendo a Mosca di fare la stessa cosa in Bielorussia. Già ai primi di novembre Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, aveva dichiarato che l’Alleanza atlantica, in caso di rifiuto da parte della Germania

K metro 0 – Minsk – Nel caso in cui la NATO intenda spostare armi nucleari in Polonia, Minsk vuole reagire chiedendo a Mosca di fare la stessa cosa in Bielorussia.

Già ai primi di novembre Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, aveva dichiarato che l’Alleanza atlantica, in caso di rifiuto da parte della Germania di accogliere armamenti nucleari nel proprio territorio, potrebbe essere intenzionata a spostarli in alcuni paesi dell’Europa orientale, Polonia inclusa. “In questo caso proporrò a Putin di riportare le armi nucleari in Bielorussia” è la risposta del presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnko “L’arma nucleare sarà più efficace. Siamo disposti a farlo sul territorio della Bielorussia”.

“Prenderei questa affermazione come un avvertimento molto serio, che è dettato, prima di tutto, dalla politica sconsiderata perseguita dall’Occidente”, è la reazione di Sergej Viktorovič Lavrov, attuale Ministro degli affari esteri della Federazione russa, alle dichiarazioni di Lukašėnko.

Da parte sua il viceministro degli esteri russo, Sergey Ryabkov, si dichiara stupito del fatto che né la NATO, né gli USA sembrano dare importanza al fatto che alcuni stati, ufficialmente contro gli armamenti nucleari, ne siano in realtà in possesso: “Questo viola il Trattato di non proliferazione, tuttavia, non sembra preoccupare nessuno alla Nato”, ha detto infatti Ryabkov.

Più prudente si è rivelato l’analista politico Alexander Asafov, che nel corso di un’intervista all’agenzia Lenta.ru ha dichiarato che la richiesta di Lukašėnko non avrebbe senso, dal momento che la Bielorussia sarebbe già di suo dotata di armi nucleari molto più progredite di quelle russe. Secondo Asafov, il vero intento di Lukašėnko è quello di dare alla Bielorussia un ruolo più incisivo dal punto di vista militare. Della stessa opinione è anche Stanislav Byshok, politologo e direttore esecutivo al CIS-Europe Motitoring Organization: “La Russia dovrebbe piuttosto chiedere una tale opportunità, e non viceversa. Questa storia non riguarda affatto le armi nucleari. (Lukašėnko, ndr) sente di dover reagire a qualsiasi azione in Polonia”.

Proprio al confine tra Polonia e Bielorussia sono ormai bloccati da settimane numerosi migranti. Lo stesso Lukašėnko, che tra l’altro ha promesso di risolvere la questione entro fine anno, ha appena dichiarato che, molti di questi migranti sarebbero stati inviati dall’Ucraina con armi di contrabbando da utilizzare contro lui stesso, contro una base militare russa e contro alcuni giornalisti. Nel frattempo ha anche accusato la Lituania di aver abbandonato alcuni corpi senza vita alla frontiera bielorussa, accusa subito respinta da Vilnius.

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