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Polonia, Comitato anti-tortura: preoccupazione per la scarsa assistenza medica e legale per le persone in custodia di polizia

Polonia, Comitato anti-tortura: preoccupazione per la scarsa assistenza medica e legale per le persone in custodia di polizia

K metro 0 – Strasburgo – Nel suo ultimo rapporto sulle strutture di custodia nei locali della polizia, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa sottolinea che la Polonia non ha attuato nessuna delle sue precedenti raccomandazioni relative a un accesso alle cure mediche e all’assistenza di un legale,

K metro 0 – Strasburgo – Nel suo ultimo rapporto sulle strutture di custodia nei locali della polizia, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) del Consiglio d’Europa sottolinea che la Polonia non ha attuato nessuna delle sue precedenti raccomandazioni relative a un accesso alle cure mediche e all’assistenza di un legale, e che deve porre rimedio al ricorso eccessivo alla forza al momento dell’arresto o subito dopo, tra le altre questioni allarmanti (si veda la sintesi del rapporto) Il CPT esprime “viva preoccupazione” dopo avere constatato “l’assenza totale” di progressi in materia di applicazione delle “garanzie fondamentali contro i maltrattamenti”, a seguito di una visita della sua delegazione in Polonia l’anno scorso, sulla quale si basa il presente nuovo rapporto. La “visita ad hoc” in Polonia comprendeva delle interviste con persone in stato di fermo nelle strutture della polizia di Danzica, Cracovia, Sopot e Varsavia, e con persone recentemente poste in detenzione provvisoria negli istituti carcerari di Danzica, Cracovia e Varsavia-Służewiec.

Il rapporto del CPT, che è stato adottato all’inizio dell’anno e inviato alle autorità polacche nel mese di marzo, rinnova le raccomandazioni precedentemente formulate affinché si istituisca senza indugio, in cooperazione con il Consiglio dell’Ordine degli avvocati polacco, un reale sistema di assistenza legale, che usufruisca di un finanziamento adeguato e possa essere fornita fin dall’inizio della custodia di polizia per le persone che non sono in grado di retribuire un avvocato. La delegazione ha constatato che tale accesso a un avvocato è ancora “molto eccezionale, anche per i minori” e che, nella pratica, il servizio è disponibile unicamente per le rare persone arrestate che hanno i mezzi finanziari per disporre di un avvocato e che, fortunatamente, hanno il nome e il numero di telefono del proprio avvocato al momento dell’arresto.

Le persone arrestate, pur potendo usufruire di cure mediche (la polizia chiama un’ambulanza, oppure trasporta la persona arrestata al pronto soccorso dell’ospedale), non godono del diritto fondamentale alla riservatezza dell’esame medico. “Le lesioni constatate sulle persone condotte nelle strutture della polizia continuano ad essere segnalate in modo insufficiente (se lo sono) e il personale non medico della polizia ha un accesso illimitato alle cartelle mediche delle persone trattenute dalla polizia”, conclude il rapporto.

Il rapporto del CPT e la risposta delle autorità polacche sono state rese pubbliche su richiesta del Governo polacco.(Si consulti la versione polacca della risposta)

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