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Consiglio europeo, spaccatura sulla crisi.10 giorni per un’intesa

Consiglio europeo, spaccatura sulla crisi.10 giorni per un’intesa

K metro 0 – Bruxelles – Dieci giorni all’Europa. Sono quelli che il premier Giuseppe Conte ha dato agli altri capi di Stato e di governo europei, durante la video conferenza del Consiglio europeo, “per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i paesi stanno vivendo”. Questo a quanto

K metro 0 – Bruxelles – Dieci giorni all’Europa. Sono quelli che il premier Giuseppe Conte ha dato agli altri capi di Stato e di governo europei, durante la video conferenza del Consiglio europeo, “per battere un colpo e trovare una soluzione adeguata alla grave emergenza che tutti i paesi stanno vivendo”.

Questo a quanto si apprende a Bruxelles da fonti diplomatiche. In accordo con il premier spagnolo, Pedro Sanchez, l’Italia ha affidato ai 5 presidenti delle istituzioni europee di tornare in dieci giorni con una proposta. Dieci giorni di tempo, quindi, per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, per il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, e per la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde.

Conte ha ringraziato per il lavoro fatto, ma non ha accettato la bozza preparata, nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l’eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes. Il premier italiano ha chiarito che nessuno pensa a una mutualizzazione del debito pubblico e che ciascun paese risponde per il proprio debito pubblico e così continuerà ad essere. L’Italia, è stato sottolineato, ha le carte in regola con la finanza pubblica visto che “il 2019 l’abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1,6 anziché 2,2 come programmato”. La questione riguarda il fatto che “si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati per reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile. Una risposta forte ed adeguata la dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa. Che diremo ai nostri cittadini se l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale? Come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli paesi? Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno. Le conseguenze del dopo Covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi, ma domani mattina”.

La posizione italiana e spagnola ha trovato sostegno dal presidente francese Emmanuel Macron e da altri premier firmatari della lettera inviata ieri da nove paesi al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. In particolare, dal portoghese Antonio Costa, il greco, Kyriakos Mitsotakis, l’irlandese, Leo Varadkar, e il lussemburghese, Xavier Bettel.

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Joseph Villeroy
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