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Francia. In strada studenti e agricoltori. Governo e pensioni

Francia. In strada studenti e agricoltori. Governo e pensioni

K metro 0 – Parigi – Il presidente francese Emmanuel Macron è stato eletto a maggio del 2017 e tra le sue promesse c’era quella di riformare il sistema pensionistico. In campagna elettorale e anche più tardi promise di mettere a punto un sistema a punteggio nel quale tutti i lavoratori avessero gli stessi diritti.

K metro 0 – Parigi – Il presidente francese Emmanuel Macron è stato eletto a maggio del 2017 e tra le sue promesse c’era quella di riformare il sistema pensionistico. In campagna elettorale e anche più tardi promise di mettere a punto un sistema a punteggio nel quale tutti i lavoratori avessero gli stessi diritti. Il suo governo in queste settimane è al lavoro per sfornarne una prima bozza ma i sindacati degli autoferrotranvieri – settore nel quale si può andare in pensione a cinquant’anni – hanno organizzato uno sciopero a partire dal prossimo 5 dicembre. “L’obiettivo del governo è costruire un sistema pensionistico universale ma ci vorrà tempo”, ha dichiarato in conferenza stampa mercoledì il primo ministro Edouard Philippe, facendo trapelare che i tempi della riforma sono ancora in fase di discussione. Philippe ha spiegato di essere a favore di un compromesso tra “una transizione immediata e brutale” che renderebbe la riforma applicabile alle persone nate dopo il 1963 e una più “gentile” che andrebbe a coinvolgere solamente coloro i quali entreranno nel mercato del lavoro a partire dal 2025. In Francia, l’età pensionistica è ufficialmente fissata a 62 anni ma esistono ben 40 sistemi diversi per accedervi. I lavoratori in genere riescono ad andare in pensione tra i 55 e i 60 mentre gli autisti della metro di Parigi, per esempio, anche a 50.

Sempre nella giornata di mercoledì, a due a due, nella capitale francese, sono arrivati i trattori degli agricoltori per protestare con i guadagni stagnanti e con quella che hanno definito una competizione sleale globale. La manifestazione ha ostacolato il traffico dall’alba fino al tramonto, visto che i contadini di tutto il Paese hanno cercato di impedire l’accesso a Parigi attraverso un migliaio di trattori. Questi ultimi rimarranno posteggiati lungo l’anello autostradale che abbraccia la città fino a che il presidente Macron acconsentirà a un incontro, lo ha dichiarato la portavoce del sindacato regionale degli agricoltori Elisa Despiney ad AP. “Potrebbero rimanere lì per ore, oppure per giorni”, ha aggiunto. Quella di Parigi è stata l’ultima di svariate manifestazioni che si sono tenute in Europa, alimentate dalle preoccupazioni riguardo il mantenimento delle tradizioni e degli standard agricoli. Per le strade di Berlino ieri centinaia di trattori, sono arrivati da ogni parte della Germania per protestare contro le misure sull’agricoltura previste dal pacchetto leggi messo in atto dal governo. Secondo quanto riferiscono gli organizzatori i partecipanti dovrebbero essere stati circa 10 mila. La polizia di Berlino e del Brandeburgo, ha riferito che sono stati 5.095 i trattori accompagnati dalle forze dell’ordine attraverso le campagne fino alla capitale, creando a tratti convogli lunghi quasi 20 chilometri.  Ma non è l’unica fetta di società che si trova in difficoltà. Anche gli studenti hanno invaso le strade di Parigi martedì per chiedere al governo azioni concrete, visto che molti si ritrovano senza soldi per pagare l’affitto, per il cibo o per l’assistenza sanitaria. In Francia è sempre più difficile finanziare i propri studi, molti si ritrovano in crisi. Come il 22 enne che si è dato fuoco, tentando il suicidio, nella città di Lione l’8 novembre dopo aver lamentato la propria precaria situazione finanziaria in un post di Facebook.

Intanto, il ministro della Difesa, Florence Parly è arrivata mercoledì nel nord del Mali dopo che la collisione di un elicottero ha ucciso 13 soldati francesi che stavano combattendo gli estremisti legati all’Isis. Alcuni nel Paese, come riporta AP, hanno criticato la presenza militare della Francia. L’incidente avvenuto lunedì è uno dei più gravi avvenuti negli ultimi 40 anni per quanto riguarda il settore militare. L’esercito ha raccontato che gli elicotteri stavano volando a bassa quota per supportare le truppe sulla terra ferma al confine con il Niger. L’operazione nell’Africa centrale e dell’ovest è la più grande attualmente e coinvolge circa 4,500 unità. Le recenti morti però hanno riacceso i riflettori sulla guerra globale all’estremismo, per cui la Francia e le nazioni locali hanno chiesto maggiore supporto.

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