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Metalmeccanici. Venerdì è il giorno dello sciopero generale. “Futuro per l’industria” è lo slogan. Manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli

Metalmeccanici. Venerdì è il giorno dello sciopero generale. “Futuro per l’industria” è lo slogan. Manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli

K metro 0/Jobsnews – Lombardia – Sciopero di otto ore, venerdì, dei metalmeccanici e tre manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli, promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti. “Futuro per l’industria”, è lo slogan che accompagna le

K metro 0/Jobsnews – Lombardia – Sciopero di otto ore, venerdì, dei metalmeccanici e tre manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli, promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti. “Futuro per l’industria”, è lo slogan che accompagna le piazze. Una tappa del percorso unitario messo in campo da Cgil, Cisl e Uil, partito da piazza San Giovanni a Roma il 9 febbraio scorso e, per ora, in chiusura il 22 giugno a Reggio Calabria, per il Sud. La mobilitazione delle tute blu si innesta in un periodo contrassegnato da crisi industriali e vertenze, le ultime da Whirlpool all’ex Ilva: a seconda della piega che prenderanno le vertenze, il numero dei lavoratori a rischio “va dagli 80.000 ai 280.000”, secondo calcoli della Fim. I sindacati partono dalla richiesta per il rilancio degli investimenti pubblici e privati ed il sostegno all’occupazione: temi che, insistono, vanno rimessi al centro dell’agenda politica. Denunciano “la mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale” nel Paese, che sta diventando un territorio di conquista delle multinazionali con la conseguenza, avvertono, che l’Italia sta perdendo la sua ricchezza manifatturiera. E chiedono più salute e sicurezza, dicendo basta agli incidenti ed alle vittime sul lavoro.

“La categoria dei metalmeccanici è in sciopero domani proprio per rimettere al centro il lavoro e la necessità di nuova politica industriale, che sia in grado di governare l’innovazione e creare lavoro stabile e non precario” ha dichiarato Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, a margine della riunione annuale dei Presidenti e dei Segretari generali dei Consigli economici e sociali dei Paesi UE e del Comitato economico sociale europeo. “Serve rimettere al centro anche la sicurezza e la salute sul lavoro, insieme all’occupazione di qualità, e tener conto anche del problema di un aumento dei salari da parte dei lavoratori. Questo invito va rivolto sia al governo che alle imprese: questo vuol dire un piano straordinario di investimenti pubblici, una riforma fiscale vera, investire sullo stato sociale e non tagliarlo e anche le imprese facciano la loro parte, con un rilancio serio degli investimenti, sperando che i prossimi mesi siano all’insegna del rinnovo dei contratti di lavoro”.

Presenti alle manifestazioni le delegazioni delle tre sigle: a Milano i segretari generali della Cgil Maurizio Landini e della Fim Marco Bentivogli; a Firenze i segretari generali della Cisl Annamaria Furlan e della Uilm Rocco Palombella; a Napoli i segretari generali della Uil Carmelo Barbagallo e della Fiom Francesca Re David. Sempre per domani è stato proclamato uno sciopero anche dal sindacato autonomo Fismic-Confsal, per chiedere un cambiamento della politica economica del governo che “sia piu’ attenta alle questioni dell’occupazione e dello sviluppo economico”, con due manifestazioni: a Torino per le regioni del nord e a Melfi (Potenza) per le regioni del centro-sud.

La segretaria generale delle Cisl, Annamaria Furlan, nel corso della Conferenza organizzativa della Fist Cisl ha detto che “occorre un approccio serio di condivisione con i corpi intermedi, sia sindacali che datoriali, per la soluzione delle tante, troppe vertenze aperte. Non possiamo continuare con questi comportamenti irresponsabili di tante aziende. Sono in ballo quasi duecento mila posti di lavoro ed il destino di tante famiglie. Lo sciopero e le manifestazioni dei metalmeccanici di venerdì avranno questo obiettivo: occorre una nuova politica industriale nel nostro paese ed un modello di sviluppo che valorizzi i nostri settori produttivi, rilanci l’occupazione, punti alla riduzione del cuneo fiscale per alzare i salari, sbloccare davvero le infrastutture, favorire i nuovi investimenti in innovazione, ricerca, puntare sulla formazione adeguata per gestire le nuove tecnologie”.

 “Ci sono più di 150 vertenze aperte sul tavolo del MISE, di cui la maggior parte riguarda i metalmeccanici: questo significa che in questo paese abbiamo il problema dell’occupazione e della ripresa dell’attività produttiva”, così il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo, a margine della riunione annuale dei Presidenti e dei Segretari generali dei CES (Consigli economici e sociali) dei Paesi UE e del CESE (Comitato economico sociale europeo) in corso a Roma. Barbagallo ha confermato che domani sarà a Napoli per lo sciopero dei metalmeccanici e incontrerà anche i lavoratori della Whirlpool. “Continuiamo a sostenere quello che abbiamo scritto sulla nostra piattaforma Uil Italia e che abbiamo mandato al governo già da qualche mese. Finora non c’è stato alcun riscontro da parte del governo”.

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