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Brexit. Il Regno Unito diventerà un paese terzo con l’uscita senza accordo

Brexit. Il Regno Unito diventerà un paese terzo con l’uscita senza accordo

K metro 0 – Bruxelles – In caso di uscita senza accordo il Regno Unito diventerà un paese terzo senza che intervenga un regime transitorio. Dal momento dell’uscita tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso: le perturbazioni

K metro 0 – Bruxelles – In caso di uscita senza accordo il Regno Unito diventerà un paese terzo senza che intervenga un regime transitorio. Dal momento dell’uscita tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso: le perturbazioni per cittadini e imprese sarebbero ovviamente considerevoli e le conseguenze economiche gravi, con un impatto – fatte le debite proporzioni – di gran lunga superiore nel Regno Unito che negli Stati membri dell’UE a 27.

Come indicato dal Presidente Juncker dinanzi al Parlamento europeo il 3 aprile 2019, in caso di uscita senza accordo il Regno Unito dovrebbe obbligatoriamente affrontare le tre questioni principali riguardanti la separazione prima che l’UE prenda in considerazione l’avvio di discussioni sulle future relazioni. Le questioni vertono sulla necessità di: 1) tutelare e difendere i diritti dei cittadini che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione prima della Brexit, 2) onorare gli obblighi finanziari assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro, 3) mantenere la lettera e lo spirito dell’accordo del Venerdì Santo e la pace nell’isola d’Irlanda, nonché l’integrità del mercato interno.

Preparativi e misure di emergenza dell’UE per un’uscita senza accordo: mantenere alta l’attenzione in determinati settori

Prepararsi al recesso del Regno Unito è un impegno comune delle amministrazioni pubbliche e degli operatori economici. La Commissione ha tenuto approfondite discussioni tecniche con gli Stati membri dell’UE a 27 sia su questioni generali per quanto concerne i preparativi e le misure di emergenza che su specifiche questioni settoriali, giuridiche e amministrative. Ha anche visitato tutte le capitali degli Stati membri dell’UE a 27, constatando ovunque un elevato grado di preparazione degli Stati membri a tutti gli scenari possibili.

La comunicazione odierna si incentra sugli ambiti che richiederanno nei prossimi mesi una vigilanza costante e particolare.

Diritti dei cittadini in materia di soggiorno e di sicurezza sociale

Gli Stati membri avevano preparato o adottato misure nazionali di emergenza prima del 12 aprile 2019 affinché i cittadini del Regno Unito e relativi familiari cittadini di paesi terzi potessero continuare a soggiornare legalmente nel periodo immediatamente successivo all’eventuale recesso senza accordo.

Per maggiore chiarezza la Commissione ha tracciato una panoramica dei diritti di soggiorno negli Stati membri dell’UE a 27 (v. qui, con link diretti ai siti web nazionali dedicati ai preparativi). Gli aggiornamenti al riguardo saranno costanti.

Medicinali, dispositivi medici e sostanze chimiche

Al 12 aprile 2019 non era conforme solo un numero limitato di medicinali autorizzati a livello centrale (circa l’1 %). L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) è prossima al completamento del processo di conformità normativa dei prodotti autorizzati a livello centrale.

Quanto ai prodotti autorizzati a livello nazionale, resta ancora da fare per mettere a norma i medicinali restanti entro il 31 ottobre 2019.

Prosegue il trasferimento dagli organismi notificati del Regno Unito a quelli dell’UE a 27 dei certificati relativi ai dispositivi medici.

Per quanto riguarda le sostanze chimiche, alla fine di aprile 2019 erano state trasferite agli Stati membri dell’UE a 27 le registrazioni REACH di 463 sostanze, ma ne rimanevano ancora 718 registrate soltanto da dichiaranti stabiliti nel Regno Unito. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha aperto una “linea Brexit” in REACH-IT che spiega come fare per trasferire le registrazioni REACH prima della data del recesso.

Dogane, imposizione indiretta e posti d’ispezione frontalieri

Nel settore delle dogane e dell’imposizione indiretta la Commissione ha organizzato svariate riunioni tecniche e pubblicato prima della precedente data del recesso note di orientamento su dogane, imposta sul valore aggiunto (IVA) e accise.

Le amministrazioni nazionali hanno ampiamente investito nelle infrastrutture e in risorse umane, soprattutto negli Stati membri che costituiscono i punti di ingresso o di uscita principali per il commercio dell’UE con il Regno Unito. Gli Stati membri contribuiscono altresì agli sforzi della Commissione in termini di formazione e comunicazione a beneficio degli operatori economici e dei portatori di interessi in generale.

Nel settore dei controlli sanitari e fitosanitari gli Stati membri dell’UE a 27 hanno istituito nuovi posti d’ispezione frontalieri (PIF) o ampliato posti esistenti ai punti di ingresso delle importazioni dal Regno Unito nell’UE.

Trasporti

Il regolamento di emergenza sul trasporto aereo contempla uno specifico meccanismo per il rispetto, a carico dei vettori aerei dell’UE, delle prescrizioni UE in materia di proprietà maggioritaria e di controllo. Il processo è in corso e la Commissione ha contatti regolari con le autorità nazionali.

Nel settore dei trasporti ferroviari gli operatori che non hanno ancora provveduto agli adempimenti richiesti per ottenere documenti validi nell’UE a 27 dovranno fare il necessario.

Attività di pesca

Nel settore della pesca la Commissione ha agito rapidamente per attuare i regolamenti UE di emergenza. Insieme con gli Stati membri hanno raccolto informazioni nel formato appropriato affinché le domande di autorizzazione dei pescherecci dell’Unione ad accedere nelle acque del Regno Unito possano essere trattate non appena diventi applicabile il regolamento di emergenza sulle autorizzazioni di pesca.

La Commissione ha collaborato strettamente con gli Stati membri anche per adattarne i programmi operativi di modo che in caso di arresto temporaneo siano utilizzabili le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, se necessario e opportuno.

Servizi finanziari

In vista del 12 aprile 2019 le imprese si erano portate notevolmente avanti con la pianificazione di emergenza, ma alcune questioni restano irrisolte. Si invitano pertanto caldamente le imprese di assicurazione, i prestatori di servizi di pagamento e gli altri operatori di servizi finanziari che sono ancora impreparati su alcuni aspetti delle loro attività (ad es. gestione dei contratti e accesso alle infrastrutture) a ultimare i preparativi entro il 31 ottobre 2019. La Commissione collabora con le autorità di vigilanza di livello UE e nazionali affinché le imprese attuino pienamente i piani di emergenza e si aspetta che le autorità di vigilanza del Regno Unito non lo impediscano.

Per ulteriori informazioni: che cosa fare in caso di uscita senza accordo?

Per eventuali domande su come prepararsi a un’uscita senza accordo, i cittadini dell’UE possono contattare Europe Direct. È possibile chiamare gratuitamente il numero 00 800 6 7 8 9 10 11 da qualsiasi località dell’UE e in tutte le sue lingue ufficiali.

 

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