K metro 0 – Roma – L’Italia è pronta a valutare “altre soluzioni”, inclusa una possibile presenza sul territorio dopo l’eventuale ritiro di Unifil, per rafforzare l’esercito libanese quale garanzia di stabilità. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con un gruppo di giornalisti alla Farnesina, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa
K metro 0 – Roma – L’Italia è pronta a valutare “altre soluzioni”, inclusa una possibile presenza sul territorio dopo l’eventuale ritiro di Unifil, per rafforzare l’esercito libanese quale garanzia di stabilità. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con un gruppo di giornalisti alla Farnesina, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese “Nna”.
“Per quanto riguarda Unifil, abbiamo lavorato per garantire la proroga del suo mandato fino alla fine dell’anno, dopodiché la questione sarà al di fuori del nostro controllo. Tuttavia, continueremo a sostenerlo perché abbiamo un’altra missione accanto a Unifil, ovvero la missione bilaterale per l’addestramento dell’esercito libanese”, ha affermato Tajani. Il ministro ha aggiunto che Roma è pronta a esplorare opzioni che potrebbero includere una presenza italiana successiva a Unifil, sottolineando che il rafforzamento delle forze armate libanesi rappresenta “una garanzia di stabilità”.
Tajani ha espresso sostegno al presidente libanese Joseph Aoun, definendolo “la persona giusta per garantire stabilità ed equilibrio in quella delicata regione del Medio Oriente”, e ha ribadito l’impegno italiano nell’addestramento dell’esercito, chiamato anche a gestire il dossier del disarmo di Hezbollah. Le dichiarazioni si inseriscono in un quadro più ampio di iniziative politiche e diplomatiche. La presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, Stefania Craxi, ha convocato per il 23 febbraio una conferenza stampa sul Libano in collaborazione con “Agenzia Nova” e con l’agenzia libanese “Nna”. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, l’ambasciatrice del Libano in Italia, Carla Jazzar ,e il direttore di “Agenzia Nova,” Fabio Squillante.
Secondo quanto riferito dall’agenzia libanese “Nna”. l’Italia avrebbe inoltre chiesto formalmente a Beirut, nel dicembre 2025, di mantenere le proprie forze nell’area di operazioni della Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) a sud del fiume Litani in caso di ritiro della missione Onu.
Le autorità libanesi avrebbero accolto con favore tale disponibilità, ritenendo che una presenza italiana – insieme ad altre forze europee – possa contribuire a sostenere l’esercito nel mantenimento della sicurezza nel sud del Paese.
Recentemente, l’ambasciatore d’Italia a Beirut, Fabrizio Marcelli, ha confermato la volontà di Roma di restare in Libano anche dopo Unifil, indicando diverse possibili formule – da una nuova forza internazionale a una missione europea o bilaterale – previo accordo con le autorità locali. Secondo quanto riferito, la posizione italiana raccoglierebbe un consenso trasversale tra le forze politiche di maggioranza e opposizione.













