Guardian, Londra vaglia sequestro petroliera “flotta ombra” russa

Guardian, Londra vaglia sequestro petroliera “flotta ombra” russa

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito starebbe valutando il sequestro di una petroliera della cosiddetta “flotta ombra” legata alla Russia, in una mossa che potrebbe aprire un nuovo fronte di avvertimento contro Mosca mentre le entrate petrolifere russe risultano in calo. Secondo fonti della difesa britannica citate dal quotidiano “The Guardian”, sarebbero

K metro 0 – Londra – Il Regno Unito starebbe valutando il sequestro di una petroliera della cosiddetta “flotta ombra” legata alla Russia, in una mossa che potrebbe aprire un nuovo fronte di avvertimento contro Mosca mentre le entrate petrolifere russe risultano in calo. Secondo fonti della difesa britannica citate dal quotidiano “The Guardian”, sarebbero state esaminate opzioni militari nell’ambito di consultazioni con alleati della Nato, anche se finora non è stata intrapresa alcuna azione diretta.

A gennaio, secondo Lloyd’s List Intelligence (società attiva nell’intelligence marittima), 23 navi della “flotta ombra” con false bandiere sono state avvistate nel Canale della Manica o nel Mar Baltico, molte delle quali impegnate nell’export di petrolio russo verso Cina, India e Turchia. Una dichiarazione congiunta firmata da Regno Unito, Germania, Francia e altri Paesi Nato affacciati su Baltico e Mare del Nord ha richiamato il rispetto del diritto internazionale marittimo, ma senza disporre sequestri. Secondo Richard Meade, caporedattore di Lloyd’s List Intelligence, la Royal Navy potrebbe contestare alcune navi in quanto “di fatto apolidi”, ma i rischi di escalation restano elevati, soprattutto se l’operazione fosse guidata da Londra o da partner europei.

A gennaio gli Stati Uniti hanno sequestrato la petroliera Marinera con il supporto britannico mentre navigava tra Scozia e Islanda; la nave inizialmente batteva una falsa bandiera prima di registrarsi come russa durante l’inseguimento.

Il ministro della Difesa britannico John Healey ha dichiarato che Londra ospiterà un incontro con Paesi baltici e nordici per discutere “opzioni militari”, suggerendo che il petrolio che verrebbe sequestrato potrebbe essere venduto a sostegno dell’Ucraina. La Russia produce circa 10 milioni di barili al giorno, di cui 5-6 milioni esportati via mare; dopo l’introduzione del tetto massimo di prezzo occidentale, Mosca avrebbe investito circa 15 miliardi di dollari nell’acquisto di circa 400 petroliere datate per creare una flotta alternativa.

Restano operative oltre 200 navi legate a questo sistema. Secondo l’Istituto della scuola di economia di Kiev, nel 2025 i ricavi russi da petrolio e gas sarebbero scesi del 24 per cento, a 8,5 trilioni di rubli, pari al 22 per cento delle entrate statali rispetto al 41 per cento del 2022. L’Unione europea starebbe inoltre valutando un divieto totale di servizi marittimi, inclusa l’assicurazione, alle navi russe.

Un eventuale sequestro britannico, combinato con nuove restrizioni, rappresenterebbe un ulteriore elemento di pressione economica e strategica su Mosca.

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