Medio Oriente, massimo dispiegamento forze Usa, Israele punta l’Iran

Medio Oriente, massimo dispiegamento forze Usa, Israele punta l’Iran

K metro 0 – Tel Aviv – Il dispiegamento militare statunitense in Medio Oriente questa settimana ha raggiunto livelli record, i più alti dall’operazione militare contro l’Iran a giugno scorso, secondo le ultime stime diffuse dalla radio delle forze armate israeliane. Questo rafforzamento sul campo coincide con la seconda visita a Tel Aviv del comandante

K metro 0 – Tel Aviv – Il dispiegamento militare statunitense in Medio Oriente questa settimana ha raggiunto livelli record, i più alti dall’operazione militare contro l’Iran a giugno scorso, secondo le ultime stime diffuse dalla radio delle forze armate israeliane. Questo rafforzamento sul campo coincide con la seconda visita a Tel Aviv del comandante del Comando centrale statunitense (Centcom), Brad Cooper, prevista per oggi.

Secondo quanto riferito dai media israeliani, l’apparato della difesa di Israele sta analizzando l’aumento del dispiegamento delle forze statunitensi nella regione come una possibile occasione per un attacco militare su larga scala finalizzato al rovesciamento del regime in Iran, oppure come una minaccia militare credibile volta a esercitare pressione su Teheran per giungere a un accordo. Nonostante il dialogo continuo con le forze armate statunitensi, una fonte della sicurezza israeliana ha chiarito, nelle ultime ore, che finora “non esiste un coordinamento operativo riguardo all’Iran” e rimane poco chiaro come si comporterà il presidente Usa, Donald Trump. Nel frattempo, un funzionario iraniano ha detto ai media internazionali che l’Iran si trova in stato di massima allerta, è pronto agli scenari peggiori e considererà qualsiasi attacco come una “guerra totale”, minacciando una risposta militare senza precedenti.

Nel frattempo, sono attesi oggi a Gerusalemme anche il consigliere senior della Casa Bianca, Jared Kushner, e l’inviato speciale statunitense, Steve Witkoff, attualmente ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, per l’incontro trilaterale Russia-Stati Uniti-Ucraina. In base a quanto fatto sapere ieri da funzionari israeliani di alto livello citati dall’emittente “Channel 12”, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ospiterà questa sera a Gerusalemme Kushner e Witkoff. Durante l’incontro, secondo le stesse fonti, ci saranno possibili discussioni riguardanti l’Iran, oltre a un focus su Gaza, con particolare enfasi sugli sforzi per ottenere il ritorno di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio ancora trattenuto nella Striscia.

Da parte sua, la vicesegretaria di Stato per gli Affari pubblici degli Stati Uniti, Mignon Houston, ha confermato all’emittente panaraba satellitare di proprietà saudita “Al Arabiya” che la decisione di un’azione militare contro l’Iran spetta esclusivamente a Trump, sottolineando che la strategia attuale di Washington si concentra sul sostegno al popolo iraniano. “Il presidente si preoccupa di inviare un messaggio chiaro al popolo iraniano: noi stiamo dalla sua parte (…) Ha preso misure concrete, persino questo mese abbiamo visto l’imposizione di dazi del 25 per cento sui Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran, un costo che dovranno pagare per fare affari con gli Stati Uniti (…) Abbiamo visto anche sanzioni contro individui all’interno dell’Iran che usano le risorse per opprimere il proprio popolo”, ha affermato Houston. “Il presidente monitora la situazione, noi stiamo con il popolo iraniano e continueremo a seguire gli sviluppi da vicino”, ha spiegato la vicesegretaria di Stato. Parlando sempre con “Al Arabiya”, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha da parte sua lasciato intendere che Trump nutre ancora dubbi sul fatto che l’Iran abbia smesso di giustiziare i manifestanti. Huckabee ha quindi evidenziato lo sforzo di Washington per ottenere prove della cessazione delle esecuzioni, ribadendo che, in assenza di tali prove, ci sarà un attacco.

Nella notte tra giovedì e venerdì, Trump aveva dichiarato che una “armada” statunitense si sta dirigendo verso il Medio Oriente e che gli Stati Uniti stanno monitorando da vicino gli sviluppi in Iran. Parlando a bordo dell’Air Force One mentre rientrava dal Forum economico mondiale di Davos, il presidente Usa aveva affermato: “Abbiamo molte navi dirette in quella direzione, per ogni eventualità. Preferirei non vedere accadere nulla, ma li stiamo osservando (l’Iran) molto da vicino”. La portaerei USS Abraham Lincoln e diversi cacciatorpediniere lanciamissili dovrebbero arrivare in Medio Oriente nei prossimi giorni. Inoltre, sono in corso ulteriori dispiegamenti di sistemi di difesa aerea intorno alle basi aeree statunitensi e israeliane, secondo quanto riferito dal quotidiano britannico “The Guardian”.

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa