Approvata la riforma della legge sulla nazionalità in Portogallo

Approvata la riforma della legge sulla nazionalità in Portogallo

K metro 0 – Lisbona – Il Parlamento portoghese ha approvato, con 157 voti favorevoli e 64 contrari, la riforma della legge sulla nazionalità, raggiungendo una maggioranza superiore ai due terzi. La misura, discussa nella Commissione per gli Affari Costituzionali, ha visto i voti contrari di PS, Livre, Bloco de Esquerda, PAN e PCP, mentre

K metro 0 – Lisbona – Il Parlamento portoghese ha approvato, con 157 voti favorevoli e 64 contrari, la riforma della legge sulla nazionalità, raggiungendo una maggioranza superiore ai due terzi. La misura, discussa nella Commissione per gli Affari Costituzionali, ha visto i voti contrari di PS, Livre, Bloco de Esquerda, PAN e PCP, mentre il deputato del JPP Filipe Sousa si è espresso a favore.

La nuova legge introduce criteri più rigorosi per ottenere la cittadinanza portoghese. Il periodo minimo di residenza legale richiesto sarà di dieci anni, ridotto a sette per i cittadini di Paesi di lingua portoghese e dell’Unione Europea. Inoltre, i richiedenti dovranno superare un test o presentare un certificato che attesti una conoscenza adeguata della lingua, della cultura, della storia e dei simboli nazionali del Portogallo.

Tra le modifiche più significative figura anche la perdita della nazionalità per chi la ottiene con mezzi fraudolenti, un emendamento proposto dal partito Chega e accettato da PSD e CDS. Viene inoltre stabilito che potranno richiedere la cittadinanza solo coloro che non abbiano condanne definitive pari o superiori a due anni di carcere.

Una delle disposizioni più discusse riguarda i figli di stranieri nati in Portogallo: essi potranno acquisire la nazionalità solo se almeno uno dei genitori risiede legalmente nel Paese da cinque anni. È stata invece eliminata la possibilità di naturalizzazione per i nati da genitori in situazione irregolare.

Il Partito Socialista ha criticato l’introduzione di requisiti economici minimi per la residenza, definendoli “una concessione a Chega” e avvertendo del rischio di ingiustizie. La richiesta socialista di un periodo transitorio fino a marzo del prossimo anno è stata respinta. La nuova legge entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione ufficiale.

Patrizia Grandi
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