K metro 0 – Tokyo – Il governo giapponese ritiene necessario rivedere in profondità la propria politica sull’immigrazione e avviare un dibattito sull’opportunità di introdurre un limite al numero di residenti stranieri, secondo un rapporto pubblicato oggi. Il tema dell’aumento di cittadini stranieri, permanenti e temporanei, è diventato centrale dopo le elezioni per la Camera
K metro 0 – Tokyo – Il governo giapponese ritiene necessario rivedere in profondità la propria politica sull’immigrazione e avviare un dibattito sull’opportunità di introdurre un limite al numero di residenti stranieri, secondo un rapporto pubblicato oggi.
Il tema dell’aumento di cittadini stranieri, permanenti e temporanei, è diventato centrale dopo le elezioni per la Camera alta dello scorso luglio, dove proprio il tema dell’immigrazione è balzato al centro del dibattito politico e che ha visto il partito anti-immigrazione Sanseito contribuire alla perdita della maggioranza da parte della coalizione di governo. Il Giappone, quarta economia mondiale, ha già annunciato nuove restrizioni sui visti per imprenditori stranieri e ha istituito un organismo interministeriale per affrontare questioni legate a criminalità e eccesso di turismo, riporta Nova.
Il ministro della Giustizia Keisuke Suzuki, responsabile dell’Agenzia per l’immigrazione, ha sottolineato che Tokyo non dispone di una politica unitaria sui cittadini stranieri e che mancano valutazioni sull’impatto sociale, sulla gestione quantitativa e sui possibili attriti. Attualmente è previsto in Giappone un tetto di 820.000 ingressi in cinque anni per i visti di lavoratori qualificati, mentre dal 2027 entrerà in vigore un nuovo programma per tirocinanti tecnici, anch’esso con numeri contingentati. Il rapporto invita però a considerare anche limiti temporanei per altre categorie di residenti, qualora gli arrivi aumentassero a livelli tali da generare frizioni sociali ritenute “oltre la soglia tollerabile”.
Tradizionalmente il Giappone ha mantenuto un approccio restrittivo all’immigrazione per preservare l’omogeneità della popolazione, ma ha allentato alcune regole per compensare il calo demografico e l’invecchiamento della forza lavoro. Gli stranieri residenti hanno raggiunto quota 3,8 milioni nel 2024, in crescita del 10,5 per cento rispetto all’anno precedente, pari a circa il 3 per cento della popolazione totale.