UE, rafforza la sua politica nei confronti dei Paesi terzi in materia di tortura

UE, rafforza la sua politica nei confronti dei Paesi terzi in materia di tortura

K metro 0 – Strasburgo – Il Consiglio europeo ha adottato in data odierna le seguenti conclusioni relative agli orientamenti riveduti per la politica dell’UE nei confronti dei Paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti: Il Consiglio accoglie con favore gli orientamenti per una politica dell’UE nei

K metro 0 – Strasburgo – Il Consiglio europeo ha adottato in data odierna le seguenti conclusioni relative agli orientamenti riveduti per la politica dell’UE nei confronti dei Paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti:

  1. Il Consiglio accoglie con favore gli orientamenti per una politica dell’UE nei confronti dei paesi terzi in materia di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, e approva gli orientamenti riveduti. Continua a nutrire viva preoccupazione per il diffuso ricorso alla tortura e ad altri maltrattamenti in tutto il mondo.
  2. Il Consiglio ricorda che la tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti sono categoricamente vietati dal diritto internazionale. La lotta contro la tortura e altri maltrattamenti è sancita dal quadro giuridico e politico dell’UE e l’Unione continuerà a opporsi a qualsiasi tentativo di limitare questo divieto assoluto. A tale riguardo l’UE e i suoi Stati membri ribadiscono il proprio impegno risoluto a combattere la tortura e altri maltrattamenti a livello globale, in linea con i pertinenti trattati e norme internazionali e regionali in materia di diritti umani, anche per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia e la condotta dei conflitti armati.
  3. L’UE continuerà a contrastare e a condannare fermamente il ricorso alla tortura e ad altri maltrattamenti da parte di soggetti statali e non statali, ovunque e in qualsiasi forma essi avvengano, utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione. Il Consiglio riconosce l’importanza di un approccio globale per eliminare la tortura, che includa tutti gli elementi fondamentali: divieto, prevenzione, responsabilizzazione e riparazione per le vittime.

In tale contesto, il Consiglio sottolinea l’importanza delle garanzie procedurali, in particolare nelle prime ore di detenzione, per prevenire la tortura e altri maltrattamenti.

  1. L’UE invita tutti gli Stati a rispettare pienamente i loro obblighi in materia di diritti umani sanciti dal diritto internazionale, anche in relazione alla lotta al terrorismo, alla migrazione, alla tratta di esseri umani e ad altri scenari di gestione delle crisi, con particolare attenzione a coloro che si trovano nelle situazioni di maggiore vulnerabilità. Sottolinea inoltre l’importanza di integrare le garanzie contro la tortura e altri maltrattamenti in tutte le azioni e le politiche.
  2. Il coinvolgimento di tutte le principali parti interessate e l’adozione di azioni congiunte sono fondamentali per eliminare la tortura. Il Consiglio sottolinea l’importanza di rafforzare ulteriormente la cooperazione con i meccanismi delle Nazioni Unite e gli organismi regionali, nonché con altri attori pertinenti quali la Corte penale internazionale. Riconosce altresì il ruolo fondamentale delle istituzioni nazionali per i diritti umani e dei meccanismi nazionali di prevenzione indipendenti, nonché delle organizzazioni della società civile e dei difensori dei diritti umani nella lotta contro la tortura e altri maltrattamenti.
  3. Il Consiglio prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti dall’Alleanza per un commercio libero da tortura, un’iniziativa transregionale che riunisce oltre 60 paesi impegnati a porre fine al commercio di strumenti utilizzati a livello globale per infliggere torture ed eseguire condanne a morte. Accoglie con favore la risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite relativa al commercio libero da tortura e sostiene fermamente gli sforzi volti a stabilire norme internazionali comuni al riguardo. Accoglie inoltre con favore i lavori in corso sulla revisione del protocollo di Istanbul per un’efficace indagine e documentazione di tortura o altro trattamento o pena crudele, disumano o degradante.
  4. Gli orientamenti riveduti offrono alle istituzioni e agli Stati membri dell’UE indicazioni pratiche, tra l’altro riguardo all’ampia gamma di strumenti che possono essere utilizzati nelle loro interazioni con i paesi terzi e nei consessi multilaterali in materia di diritti umani, a sostegno degli sforzi in atto per eliminare la tortura e altri maltrattamenti a livello mondiale. Il Gruppo “Diritti umani” del Consiglio (COHOM) ne seguirà l’attuazione in stretta cooperazione, se del caso, con gli altri gruppi del Consiglio.”

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