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Libia, tra guerra e diplomazia il generale Haftar prosegue la sua corsa verso Tripoli

Libia, tra guerra e diplomazia il generale Haftar prosegue la sua corsa verso Tripoli

K metro 0 – Tripoli – Khalifa Haftar ha aperto un nuovo fronte per avanzare verso Tripoli, marciando con il suo esercito su Sirte. Fonti militari hanno detto ai media locali che l’Esercito nazionale libico ha inviato un contingente di combattenti nella città natale di Muammar Gheddafi, nell’ambito dell’operazione avviata quasi 40 giorni fa contro Tripoli.

K metro 0 – Tripoli – Khalifa Haftar ha aperto un nuovo fronte per avanzare verso Tripoli, marciando con il suo esercito su Sirte. Fonti militari hanno detto ai media locali che l’Esercito nazionale libico ha inviato un contingente di combattenti nella città natale di Muammar Gheddafi, nell’ambito dell’operazione avviata quasi 40 giorni fa contro Tripoli. Haftar non ha annunciato ufficialmente l’invio di uomini a Sirte, ma l’LNA ha diffuso foto che mostrano le sue forze in marcia verso Sirte da sabato mattina. Nei giorni scorsi, le forze fedeli al governo di accordo nazionale di Tripoli avevano respinto gli attacchi del l’LNA per conquistare la città di Sirte.

Il Libya Observer ha scritto che, mercoledì, Khalifa Haftar sarà a Parigi per un incontro con il presidente francese Emmanuel Macron. La visita in Francia del generale della Cirenaica, che ha in Parigi uno dei suoi sostenitori, avviene ad una settimana esatta da quella del premier del governo di accordo nazionale di Tripol, Fayez al Serraj, che era stato anche a Roma, Berlino e Londra per ottenere il sostegno dell’UE e la condanna, da parte dell’Europa, dell’l’aggressione di Haftar.

In quell’occasione Macron aveva proposto un cessate il fuoco sotto supervisione internazionale. Nelle settimane scorse, dopo l’avvio dell’offensiva contro la capitale libica, il governo di Tripoli aveva accusato la Francia di interferire e di sostenere Haftar e per questo aveva sospeso la cooperazione con Parigi in tema di sicurezza. Poi, nei giorni scorsi il ministero dell’Economia, proprio all’indomani della visita di Serraj in Francia, ha sospeso le attività di 40 aziende straniere, tra cui le francesi Total e Thales, con la motivazione della scadenza della licenza a operare nel Paese.

Lo scacchiere libico si è ulteriormente complicato e si è allargato il teatro bellico, che vede contrapposte le forze del governo legittimo di Serraj e quelle del maresciallo Khalifa Haftar.  Haftar avrebbe dispiegato ingenti truppe in direzione di Sirte, a 450 km a est di Tripoli, come ha riferito l’autorevole giornale “Asharq al Awasat” citando fonti militari, secondo le quali la decisione rientrerebbe nel piano di operazioni ‘per liberare Tripoli dai terroristi’.

Il governo di unità nazionale, nei giorni scorsi, ha dispiegato pattuglie nei sobborghi della città natale del defunto rais Muammar Gheddafi.  La nuova offensiva è arrivata all’indomani del deludente tour diplomatico in Europa di Fayez al-Serraj, capo del Consiglio presidenziale libico. Serraj, a Roma, Berlino, Parigi e Londra, ha cercato un rinnovato sostegno per il suo governo di concordia nazionale ed un’inequivocabile condanna dell’offensiva militare del suo rivale Haftar.  Ma, dalle capitali europee è arrivato un messaggio ben diverso: la possibilità di un cessate il fuoco che non richiederebbe il ritiro delle forze del generale. Invece, Emmanuel Macron lo avrebbe invitato ad un cessate il fuoco senza condizioni e ha proposto una delimitazione della linea del cessate il fuoco, sotto una supervisione internazionale. Dunque, implicitamente, Macron ha riconosciuto le avanzate militari di Haftar, confermando l’ambiguità della posizione francese sulla Libia (tra sostegno a Serraj e assenza di un’esplicita condanna dell’offensiva di Haftar) e come Roma, Berlino e Londra abbiano semplicemente chiesto un cessate il fuoco.

Il conflitto in corso a Tripoli, in Libia, dal 4 aprile scorso ha causato finora la morte di 454 persone e il ferimento di altre 2.154, tra cui tre operatori sanitari: la cui ambulanza è stata colpita questa settimana come ha comunicato l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

L’attacco all’ambulanza, avvenuto l’8 maggio, è stato condannato dall’Oms. Il rappresentante dell’Oms in Libia, Syed Jaffar Hussain, ha detto: “Questo attacco a un’ambulanza chiaramente riconoscibile è una violazione scioccante e intollerabile del diritto umanitario internazionale, non solo questo attacco ha ferito il personale sanitario, ma la stessa ambulanza è stata portata via, privando così i pazienti delle cure”.

Dall’inizio del conflitto, in una nota dell’Oms si precisa che altre 11 ambulanze sono state coinvolte e tre operatori sanitari sono rimasti uccisi.

Il generale Haftar continua impunemente la sua barbara guerra in Libia violando qualsiasi diritto internazionale.

 

di Salvatore Rondello

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