Libia, premier condanna l’uccisione di Saif al Islam Gheddafi

Libia, premier condanna l’uccisione di Saif al Islam Gheddafi

K metro 0 – Tripoli – Il premier del Governo di unità nazionale libico, Abdulhamid Dabaiba, ha condannato l’uccisione di Saif al Islam Gheddafi, affermando che “il sangue libico, qualunque sia la sua appartenenza, resta una linea rossa con cui non è consentito transigere”, e che “le vie dell’assassinio e dell’esclusione non hanno mai prodotto

K metro 0 – Tripoli – Il premier del Governo di unità nazionale libico, Abdulhamid Dabaiba, ha condannato l’uccisione di Saif al Islam Gheddafi, affermando che “il sangue libico, qualunque sia la sua appartenenza, resta una linea rossa con cui non è consentito transigere”, e che “le vie dell’assassinio e dell’esclusione non hanno mai prodotto Stato né stabilità”. In un messaggio pubblicato sui social media, Dabaiba ha sostenuto che l’episodio “riporta alla ribalta interrogativi sul percorso che la Libia intende seguire e sul prezzo che i libici continuano a pagare ogni volta che la logica della violenza prevale sulla voce della ragione”. Secondo il premier, pratiche come l’eliminazione fisica degli avversari hanno storicamente contribuito ad “approfondire le divisioni” e ad “allontanare i libici dal progetto di uno Stato inclusivo”, prolungando il conflitto.

Dabaiba ha quindi richiamato il ruolo delle istituzioni e della giustizia, affermando che “la fiducia resta riposta nello Stato e nel percorso giudiziario per accertare pienamente la verità e consolidare il principio di responsabilità, lontano da ogni logica di vendetta o giustificazione”. Il capo del governo ha ribadito che la Libia a cui aspira l’esecutivo è “uno Stato di diritto e di istituzioni”, nel quale le divergenze vengono gestite “attraverso il dialogo e il ricorso alla volontà popolare, non con la violenza né con la riproduzione delle tragedie del passato”.

Nel messaggio, Dabaiba ha inoltre denunciato “qualsiasi tentativo di ledere il diritto dei familiari del defunto o della tribù dei Qadhadhfa a celebrare le esequie”, così come ogni restrizione al dovere di solidarietà umana o l’imposizione di misure di sicurezza “estranee ai valori umani e alle tradizioni sociali libiche”. Il premier ha infine presentato le proprie condoglianze alla famiglia di Saif al-Islam e alla tribù di appartenenza, auspicando che il Paese riesca a “voltare pagina rispetto al dolore” e a costruire un futuro fondato su “giustizia e pace”.

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