K metro 0 – Mosca – Mosca ha avvertito che un attacco contro l’Iran porterebbe a una grave destabilizzazione nella regione. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Un attacco militare ”sarebbe certamente un altro passo che potrebbe seriamente destabilizzare la situazione nella regione”, ha detto Peskov in un briefing con la stampa.
K metro 0 – Mosca – Mosca ha avvertito che un attacco contro l’Iran porterebbe a una grave destabilizzazione nella regione. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Un attacco militare ”sarebbe certamente un altro passo che potrebbe seriamente destabilizzare la situazione nella regione”, ha detto Peskov in un briefing con la stampa.
”Sapete che la Russia continua a impegnarsi per favorire la de-escalation. E, naturalmente, in questo caso, ci aspetteremmo comunque moderazione da tutte le parti interessate e un impegno a negoziati esclusivamente pacifici”, ha aggiunto parlando con i giornalisti.
La tensione tra Stati Uniti e Iran è aumentata in seguito alla pressione continua di Israele su Washington. “Abbiamo una flotta enorme che si dirige in quella direzione e forse non dovremo usarla”, ha detto Trump giovedì. Il Tycoon, ha fatto capire che mantiene aperte le sue opzioni, l’esercito statunitense ha dichiarato sui social media che il suo aereo F-15E Strike Eagle è ora presente in Medio Oriente, sottolineando che il jet da combattimento “migliora la prontezza al combattimento e promuove la sicurezza e la stabilità regionale”.
Allo stesso modo, il Ministero della Difesa del Regno Unito ha dichiarato giovedì di aver schierato i suoi caccia Typhoon in Qatar “a scopo difensivo”.
Ieri le autorità iraniane hanno inaugurato un nuovo murales su un gigantesco cartellone pubblicitario in una piazza centrale di Teheran, con un messaggio diretto agli Stati Uniti di non tentare un attacco militare contro il Paese, mentre le navi da guerra statunitensi continuano a dirigersi verso la regione. Lo slogan campeggia su un angolo: “Se semini vento, raccoglierai tempesta”.
Le proteste in Iran sono iniziate il 28 dicembre, scatenate dalla caduta della valuta iraniana, il rial, e si sono rapidamente diffuse in tutto il Paese. Il bilancio delle vittime riportato dagli attivisti ha continuato a crescere dalla fine delle manifestazioni, mentre le informazioni continuano a diffondersi nonostante un blackout di internet durato oltre due settimane , il più grave nella storia dell’Iran.













