L’Ue, cerca una via d’uscita in una fase di crescente tensione con gli Usa

L’Ue, cerca una via d’uscita in una fase di crescente tensione con gli Usa

K metro 0 – Bruxelles  – Il vertice informale del Consiglio europeo di Bruxelles si configura come un banco di prova politico cruciale per l’Unione europea, chiamata a dimostrare coesione e capacità di iniziativa in una fase di crescente tensione nei rapporti con gli Stati Uniti. «Siamo qui per una de-escalation, non per un’escalation», ha

K metro 0 – Bruxelles  – Il vertice informale del Consiglio europeo di Bruxelles si configura come un banco di prova politico cruciale per l’Unione europea, chiamata a dimostrare coesione e capacità di iniziativa in una fase di crescente tensione nei rapporti con gli Stati Uniti. «Siamo qui per una de-escalation, non per un’escalation», ha dichiarato il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, sottolineando la volontà di individuare una via d’uscita costruttiva che non comprometta l’integrità e la sovranità territoriale di uno Stato membro.

Sul tavolo dei leader europei pesa la necessità di ricomporre una linea comune dopo le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che hanno messo in discussione l’assetto delle relazioni transatlantiche e alimentato interrogativi sulla tenuta dell’alleanza occidentale. In questo contesto, la scelta di rinunciare ai tradizionali bilaterali di Davos per privilegiare una posizione condivisa assume un chiaro valore politico: l’Unione tenta di presentarsi come attore unitario, capace di reagire alle pressioni esterne e di difendere i propri interessi strategici. Un passaggio che chiama direttamente in causa anche l’Italia, sollecitata a un ruolo più attivo nel rafforzamento della postura europea.

Il dossier Groenlandia, pur registrando segnali di parziale distensione, resta emblematico delle nuove frizioni geopolitiche. La questione va oltre il singolo contenzioso territoriale e tocca nodi centrali come l’accesso alle risorse, la sicurezza nell’Artico e il rapporto tra autonomia strategica europea e fedeltà all’Alleanza atlantica. Non a caso, a Bruxelles si guarda già oltre il vertice odierno, con l’ipotesi di un aumento significativo degli investimenti europei nell’isola, destinati a consolidare la presenza dell’Ue in una regione chiave del confronto globale.

Il richiamo all’unità come strumento di potere politico è stato ribadito dal presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui solo un’Europa «unita, forte e capace di reagire rapidamente» può riportare sotto controllo le tensioni internazionali e imporre il rispetto dei propri interessi. Un messaggio che rafforza la linea francese a favore di una maggiore autonomia strategica del continente.

Più prudente ma non meno significativo l’intervento del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha difeso la centralità della Nato come pilastro della sicurezza europea, avvertendo che l’alleanza transatlantica non può essere sacrificata sull’altare delle tensioni politiche contingenti. Allo stesso tempo, Merz ha indicato nel rafforzamento delle capacità di difesa e della competitività economica il terreno su cui l’Unione deve misurare la propria credibilità politica, legando in modo esplicito sicurezza e sviluppo industriale.

A ribadire la necessità di evitare fratture irreversibili è stata anche l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, che ha messo in guardia dai rischi di divisioni tra alleati, giudicate un vantaggio diretto per gli avversari strategici dell’Occidente. Le tensioni emerse attorno alla Groenlandia, ha osservato, confermano come l’Europa debba prepararsi a un contesto di instabilità strutturale e di imprevedibilità permanente.

Dai Paesi Bassi è arrivato infine un messaggio di cauta rassicurazione. Il primo ministro Dick Schoof ha escluso che il vertice possa essere letto come un incontro di crisi, sottolineando come il legame transatlantico, pur trasformato, resti un asse fondamentale della politica europea. Il passo indietro di Trump sulle minacce di nuovi dazi viene letto come un segnale di distensione, ma non sufficiente a dissipare i dubbi su una relazione che, per l’Europa, resta al tempo stesso indispensabile e sempre più complessa.

Il Parlamento europeo ha ufficialmente sospeso l’approvazione dell’accordo commerciale con gli Usa, in risposta alle pressioni del presidente Trump per acquisire la Groenlandia. La decisione è stata annunciata a Strasburgo ieri, in concomitanza con l’intervento di Trump al World Economic Forum di Davos. Nonostante Trump ha ipotizzato il raggiungimento di un “accordo quadro” per calmare i mercati, Bruxelles rimane ferma sulla sua posizione di difesa della sovranità europea.

Joseph Villeroy
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