Siria, intesa con i curdi sul futuro di Hasakah. Barrack, una “grande opportunità”

Siria, intesa con i curdi sul futuro di Hasakah. Barrack, una “grande opportunità”

K metro 0 – Damasco – La Siria ha annunciato di aver raggiunto un’intesa con le Forze democratiche siriane (Fds, coalizione di milizie a guida curda) sul destino delle aree a maggioranza curda della loro roccaforte, la provincia di Hasakah, situata nel nord-est del Paese. In un comunicato citato dall’agenzia di stampa “Sana”, la presidenza

K metro 0 – Damasco – La Siria ha annunciato di aver raggiunto un’intesa con le Forze democratiche siriane (Fds, coalizione di milizie a guida curda) sul destino delle aree a maggioranza curda della loro roccaforte, la provincia di Hasakah, situata nel nord-est del Paese.

In un comunicato citato dall’agenzia di stampa “Sana”, la presidenza ha reso noto che è stato trovato un accordo “su una serie di questioni riguardanti il futuro della provincia”, aggiungendo che le Fds hanno “quattro giorni di tempo” per tenere consultazioni interne al fine di sviluppare un piano dettagliato per l’integrazione pratica nello Stato, a partire dalle ore 20 (le ore 18 in Italia) di oggi.

Se l’accordo verrà finalizzato, ha riferito la presidenza siriana, l’esercito “non entrerà nel centro urbano di Hasakah” e “nei villaggi curdi non saranno presenti forze armate, ad eccezione delle forze di sicurezza locali della regione”. Secondo quanto indicato nel comunicato, il leader delle Fds, Mazloum Abdi, presenterà un candidato per la carica di vice ministro della Difesa e un candidato per il ruolo di governatore di Hasakah, nonché i nomi per la rappresentanza nell’Assemblea popolare e un elenco di persone da impiegare nelle istituzioni statali siriane. Parallelamente all’annuncio della presidenza siriana, il ministero della Difesa ha annunciato un cessate il fuoco di quattro giorni con i curdi in tutti i settori delle operazioni dell’esercito a partire dalle 20:00 ora locale di oggi.

Nel frattempo, l’inviato speciale Usa in Siria, Tom Barrack ha dichiarato su X che l’integrazione dei curdi nell’apparato istituzionale della Siria “rappresenta la più grande opportunità” per loro di avere garantiti “diritti e sicurezza duraturi all’interno di uno Stato-nazione siriano riconosciuto”.

“La maggiore occasione per i curdi in Siria in questo momento risiede nella transizione post-Assad sotto il nuovo governo guidato dal presidente Ahmed al Sharaa. Questo momento offre un percorso verso la piena integrazione in uno Stato siriano unificato con diritti di cittadinanza, tutele culturali e partecipazione politica, a lungo negati sotto il regime di Bashar al Assad, dove molti curdi hanno dovuto affrontare apolidia, restrizioni linguistiche e discriminazione sistemica”, ha affermato Barrack.

L’inviato Usa ha evidenziato che i recenti sviluppi dimostrano che gli Stati Uniti “stanno attivamente facilitando la transizione, anziché prolungare un ruolo separato delle Fds”. “Abbiamo collaborato attivamente con il governo siriano e la leadership delle Fds per garantire un accordo di integrazione, firmato il 18 gennaio, e per definire un percorso chiaro per un’attuazione tempestiva e pacifica. L’accordo integra i combattenti delle Fds nell’esercito nazionale (come individui, il che rimane una delle questioni più controverse), cede infrastrutture chiave (giacimenti petroliferi, dighe, valichi di frontiera) e cede il controllo delle prigioni e dei campi dell’Is a Damasco”, ha spiegato Barrack. “Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a una presenza militare a lungo termine. Danno priorità alla sconfitta dei resti dello Stato islamico, al sostegno della riconciliazione e alla promozione dell’unità nazionale senza sostenere il separatismo o il federalismo”, ha aggiunto l’inviato speciale Usa.

Gli ultimi sviluppi hanno quindi creato, secondo Barrack, “una finestra unica per i curdi”. “L’integrazione nel nuovo Stato siriano offre pieni diritti di cittadinanza (anche per coloro che in precedenza erano apolidi), il riconoscimento come parte integrante della Siria, protezioni costituzionali per la lingua e la cultura curda (ad esempio, l’insegnamento in curdo, la celebrazione del Nawruz come festa nazionale) e la partecipazione alla governance, ben oltre la semi-autonomia che le Fds detenevano nel caos della guerra civile”.

Joseph Villeroy
CONTRIBUTOR
PROFILE

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa