K metro 0 – Caracas – Dall’oceano Atlantico al mar dei Caraibi, prosegue senza sosta l’offensiva navale degli Stati Uniti contro le petroliere ‘ombra’ legate al Venezuela e colpite da sanzioni a pochi giorni dalla cattura di Nicolas Maduro. Le forze speciali statunitensi hanno fermato e sequestrato due petroliere collegate a Caracas, colpevoli di aver
K metro 0 – Caracas – Dall’oceano Atlantico al mar dei Caraibi, prosegue senza sosta l’offensiva navale degli Stati Uniti contro le petroliere ‘ombra’ legate al Venezuela e colpite da sanzioni a pochi giorni dalla cattura di Nicolas Maduro.
Le forze speciali statunitensi hanno fermato e sequestrato due petroliere collegate a Caracas, colpevoli di aver violato le sanzioni imposte da Washington, che prevedono il blocco delle navi coinvolte nel commercio di petrolio venezuelano.
Le imbarcazioni, intercettate nell’Atlantico settentrionale e nel Mar dei Caraibi, sono state sequestrate dopo tentativi di abbordaggio durati settimane.
La petroliera Marinera, conosciuta anche con il nome di Bella 1, è stata bloccata dalle forze Usa in collaborazione con quelle britanniche in un’area dell’oceano Atlantico compresa tra le coste irlandesi e quelle islandesi. La nave batteva bandiera russa, presumibilmente nel tentativo di scoraggiare gli inseguitori americani, e si ritiene fosse diretta verso Murmansk, il principale porto della Russia settentrionale. Mosca secondo i media, avrebbe inviato nella zona un sottomarino e altre unità della Marina, per proteggere e scortare l’imbarcazione. Nelle stesse ore è stata intercettata anche una seconda nave, la Sophia 1, accusata di svolgere attività illecite nei pressi dei Caraibi.
Gli analisti ritengono che queste navi facciano parte della cosiddetta “flotta fantasma”, un insieme di imbarcazioni utilizzate per trasportare petrolio proveniente da Paesi sottoposti a sanzioni — come Russia, Iran e Venezuela — principalmente verso clienti in Asia.
L’annuncio del sequestro della Marinera è stato pubblicato su X dall’account del Comando Europeo degli Stati Uniti. Il post sottolinea come la mossa dia “attuazione alla proclamazione del presidente degli Stati Uniti, volta a colpire le navi sanzionate che minacciano la sicurezza e la stabilità dell’Emisfero Occidentale”. Anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha commentato l’accaduto ai microfoni di NBC, dichiarando: “Stiamo applicando le leggi americane in materia di sanzioni sul petrolio”.
A protestare contro il sequestro della petroliera è intervenuto il Ministero dei Trasporti russo tramite Telegram. Mosca ha spiegato che la Marinera aveva ricevuto un permesso temporaneo di navigazione sotto la bandiera della Federazione Russa, rilasciato in conformità alla legislazione nazionale e al diritto internazionale. L’account del Ministero ha inoltre citato la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, secondo cui “in alto mare vige un regime di libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro navi debitamente registrate sotto la giurisdizione di altri Stati”.
Questi eventi si inseriscono in un quadro di crescente pressione statunitense nei confronti del Venezuela. Gli Stati Uniti confermano così che il loro interesse non si limita agli sviluppi politici di Caracas, ma si estende anche ai traffici legati al petrolio venezuelano.













