K metro 0 – Washington – Donald Trump ha affermato che il Venezuela trasferirà agli Stati Uniti tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio, che saranno venduti a prezzo di mercato e i cui proventi saranno controllati da Washington. Secondo Trump, si tratta di petrolio soggetto a sanzioni che le autorità ad interim venezuelane
K metro 0 – Washington – Donald Trump ha affermato che il Venezuela trasferirà agli Stati Uniti tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio, che saranno venduti a prezzo di mercato e i cui proventi saranno controllati da Washington. Secondo Trump, si tratta di petrolio soggetto a sanzioni che le autorità ad interim venezuelane consegneranno a Washington, con l’obiettivo di “beneficiare il popolo del Venezuela e degli Stati Uniti”. Trump ha aggiunto ieri, che il segretario all’Energia, Chris Wright, è stato incaricato di attuare immediatamente il piano. Il petrolio sarà trasportato tramite petroliere e scaricato direttamente nei porti statunitensi per la raffinazione.
Un alto funzionario dell’amministrazione ha riferito che il greggio è già stato prodotto e in gran parte caricato su navi, diretto verso impianti statunitensi nel Golfo del Messico. Sebbene il volume annunciato sia rilevante, gli Stati Uniti consumano oltre 20 milioni di barili di petrolio al giorno, rendendo l’impatto sui prezzi limitato. Dopo l’annuncio, il prezzo del petrolio statunitense è sceso di circa un dollaro al barile, poco meno del 2 per cento, attestandosi intorno ai 56 dollari.
In termini di ricavi, la vendita potrebbe generare tra 1,65 e 2,75 miliardi di dollari, considerando un prezzo di circa 55 dollari al barile. Il Venezuela ha accumulato consistenti scorte di greggio dall’inizio dell’embargo petrolifero statunitense alla fine dello scorso anno, ma la cessione di tali volumi potrebbe ridurre sensibilmente le riserve disponibili. Secondo analisti di mercato, il petrolio consegnato agli Stati Uniti proverrebbe sia dagli stoccaggi a terra sia da petroliere sequestrate, con un volume complessivo stimato in circa 48 milioni di barili. Non è stato chiarito l’arco temporale del trasferimento, anche se fonti dell’amministrazione citate dall’emittente televisiva statunitense “Cnn” parlano di tempi rapidi, data la natura molto pesante del greggio venezuelano. Altri esperti sottolineano però che il petrolio non si deteriora se non raffinato rapidamente e può essere conservato per lunghi periodi.
Venerdì prossimo Trump incontrerà alla Casa Bianca i vertici delle principali compagnie petrolifere statunitensi per sollecitare investimenti nella ripresa della produzione in Venezuela. Secondo il sito web d’informazione “Axios”, all’incontro prenderanno parte tra gli altri rappresentanti di Chevron, Exxon e ConocoPhillips. L’obiettivo è rilanciare un settore in forte declino, ma l’operazione richiederebbe ingenti capitali e resta ostacolata da incertezze legali, fiscali e di sicurezza. Chevron è attualmente l’unica compagnia Usa operativa in Venezuela, grazie a una licenza speciale. Il Paese possiede le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, ma la produzione è calata progressivamente a circa un milione di barili giornalieri dopo anni di mancati investimenti, cattiva gestione e sanzioni.













