Incursione israeliana nel sud della Siria, mentre proseguono i negoziati a Parigi

Incursione israeliana nel sud della Siria, mentre proseguono i negoziati a Parigi

K metro 0 – Damasco – Dodici veicoli militari israeliani sono entrati martedì nel villaggio di Saida al-Golan, nella campagna di Quneitra, nel sud della Siria. A riferirlo è un corrispondente di Al Jazeera presente sul posto, che parla dell’ennesima violazione della sovranità siriana. L’incursione avviene mentre una delegazione siriana è impegnata in un nuovo

K metro 0 – Damasco – Dodici veicoli militari israeliani sono entrati martedì nel villaggio di Saida al-Golan, nella campagna di Quneitra, nel sud della Siria. A riferirlo è un corrispondente di Al Jazeera presente sul posto, che parla dell’ennesima violazione della sovranità siriana.

L’incursione avviene mentre una delegazione siriana è impegnata in un nuovo ciclo di negoziati con controparti israeliane a Parigi, sotto il coordinamento e la mediazione degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale SANA. I colloqui, iniziati lunedì, dovrebbero concludersi martedì con una seconda e ultima giornata di incontri.

Una fonte governativa ha dichiarato a SANA che la ripresa dei negoziati conferma «l’incrollabile impegno della Siria a ristabilire i propri diritti nazionali non negoziabili».

Dalla caduta di Bashar al-Assad, Israele ha esteso la propria presenza militare oltre le Alture del Golan, intensificando raid e bombardamenti nel sud del Paese. Negli ultimi mesi, le forze israeliane hanno condotto incursioni quasi quotidiane, in particolare nel governatorato di Quneitra, effettuando arresti, installando posti di blocco e procedendo allo spianamento di terreni, alimentando crescenti tensioni e proteste tra la popolazione locale.

L’esercito israeliano continua a effettuare raid aerei che hanno provocato vittime civili e la distruzione di installazioni e strutture dell’esercito siriano. Secondo i dati dell’Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), nell’ultimo anno Israele ha lanciato oltre 600 attacchi aerei, con droni e di artiglieria sul territorio siriano, con una media di quasi due attacchi al giorno.

Dopo la caduta di al-Assad, Israele ha dichiarato nullo l’Accordo di disimpegno del 1974, negoziato dopo la guerra del 1973, che aveva istituito una zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite tra le forze israeliane e siriane. Secondo Tel Aviv, la fuga dell’ex presidente siriano renderebbe l’intesa non più applicabile. Da allora, Israele ha violato i termini dell’accordo avanzando ulteriormente nel territorio siriano, conducendo raid aerei, incursioni di terra e voli di ricognizione, oltre a istituire posti di blocco e procedere ad arresti e sparizioni di cittadini siriani. Damasco, finora, non ha risposto con azioni militari.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che Israele possa intrattenere rapporti positivi con l’attuale presidente siriano Ahmed al-Sharaa, protagonista dell’offensiva che ha portato alla caduta di al-Assad alla fine del 2024.

Da mesi sono in corso, in modo intermittente, colloqui per raggiungere un accordo di sicurezza tra Israele e Siria, senza che siano stati annunciati risultati concreti. La Siria non riconosce formalmente Israele e ha escluso l’adesione agli Accordi di Abramo, nell’ambito dei quali alcuni Paesi arabi hanno normalizzato i rapporti con lo Stato ebraico.

L’annessione israeliana delle Alture del Golan è riconosciuta dagli Stati Uniti, ma resta respinta dalla maggior parte della comunità internazionale.

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Nizar Ramadan
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