K metro 0 – Pyongyang – Il leader nordcoreano Kim Jong Un è il personaggio politico internazionale che il 26 dicembre 2025 ha ordinato l’espansione e la modernizzazione della produzione missilistica della Nord Corea per il prossimo anno e la costruzione di ulteriori stabilimenti per soddisfare la crescente domanda di armamenti. Kim ha affermato che
K metro 0 – Pyongyang – Il leader nordcoreano Kim Jong Un è il personaggio politico internazionale che il 26 dicembre 2025 ha ordinato l’espansione e la modernizzazione della produzione missilistica della Nord Corea per il prossimo anno e la costruzione di ulteriori stabilimenti per soddisfare la crescente domanda di armamenti. Kim ha affermato che sarà necessario “ampliare ulteriormente la capacità produttiva complessiva” per tenere il passo con la domanda delle forze armate di Pyongyang. La costruzione di nuovi stabilimenti per la produzione di munizioni sarà funzionale a tale visione. “Il settore della produzione di missili e proiettili è di fondamentale importanza per rafforzare la deterrenza bellica”, ha affermato il dittatore in un evento pubblico.
Tale “uscita” va inserita in un quadro strategico complesso che ha visto militari nordcoreani inviati in Russia per combattere a favore di Mosca nella regione di Kursk, a suo tempo, occupata, in parte, dalle truppe di Kiev. La Corea del Nord avrebbe inviato circa 13.000 militari in Russia, e il regime di Pyongyang ha confermato la perdita di alcune centinaia di soldati.
Le forze armate nordcoreane impiegate in Ucraina hanno fatto sapere di aver combattuto solo sul territorio russo, proprio nella regione di Kursk, dove sembrerebbe che Mosca intenda schierare alcune migliaia di genieri nordcoreani per bonificare da mine e ordigni inesplosi i mille chilometri quadrati che sono stati sotto controllo ucraino tra l’agosto 2024 e il marzo 2025. In passato genieri nordcoreani hanno bonificato aree di parte della regione ucraina di Donetsk sotto controllo russo. Inoltre, appare oramai certo che milioni di proiettili d’artiglieria e decine di obici d’artiglieria e missili balistici a corto raggio sono stati forniti in supporto della Russia dalla Nord Corea.
In precedenza, fatta eccezione per alcuni momenti di riavvicinamento, sin dalla fondazione della Corea del Nord le varie amministrazioni statunitensi hanno cercato di destabilizzarne il sistema politico ed economico. Poi, da quando Pyongyang ha deciso di sviluppare armi nucleari, la Casa Bianca, definendole illegali, ne ha chiesto la sospensione dello sviluppo, sponsorizzando sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e applicando severe sanzioni. Nel frattempo, i dittatori nord coreani, che si sono succeduti al potere, hanno continuato in una dottrina militare basata sullo sviluppo della deterrenza nucleare per garantire, a loro parere, la difesa e la sicurezza nazionale. Un momento senza precedenti, che ha interrotto questa situazione, si era verificato durante il primo mandato di Donald Trump, quando il rapporto si era tranquillizzato con incontri del Presidente USA con il dittatore Kim Jong Un nel 2018 e nel 2019, a Singapore, Hanoi e Panmunjon (luogo storico di confine). In precedenza, Biden e la sua amministrazione avevano messo insieme Cina Popolare, Russia, Iran e Corea del Nord in una categoria ideologica definita quale “asse del male”. In sintesi, Biden confermando l’inclusione della Corea del Nord nell’ “asse del male” ha identificato la Nord Corea come uno “stato canaglia”.
L’imprevedibile secondo mandato del presidente Donald Trump, sembrerebbe alimentare aspettative di riduzione conflittuale nella penisola coreana, e tutto indica che porterà con sé una modifica della politica di Washington nei confronti di Pyongyang ma questo è condizionato dai radicali cambiamenti nelle circostanze strategiche rispetto al mandato precedente perché i programmi nucleari e missilistici nordcoreani hanno subito nuovi e sofisticati progressi. Pyongyang ha rotto tutti i legami delle sue relazioni con la Repubblica di Corea del Sud, che classifica come suo “nemico principale e immutabile”. Dichiarando di non avere alcuna intenzione di evitare la guerra, l’Esercito Popolare Coreano ha anche ricevuto disposizioni tese ad accelerare i preparativi per “occupare, sottomettere e riconquistare completamente” la Corea del Sud. Da sottolineare che, come indicato, si è verificato un rafforzamento dei legami tra Pyongyang e Mosca. I vertici tra Kim Jong Un e Vladimir Putin e il riferimento di Kim a Putin come al suo “compagno più stretto” hanno dimostrato l’altissimo livello di comprensione e impegno tra le parti. Ciò si riflette nel sostegno incondizionato del dittatore nordcoreano all’operazione militare speciale russa (aggressione) in Ucraina e nella firma di un Trattato di Partenariato Strategico Globale, che include una clausola di “mutua assistenza militare”. Nel frattempo, la Russia sostiene la Nord Corea diplomaticamente ed economicamente, opponendosi a sanzioni multilaterali e unilaterali ed espandendo le sue esportazioni – essenzialmente petrolio, materie prime e prodotti alimentari – oltre a fornire assistenza in vari settori, sembrerebbe, anche nucleare. In aggiunta, in tutto il mondo si monitorizza con la massima attenzione e preoccupazione il sostegno nordcoreano a molti gruppi terroristici.
In questi mesi, Kim Jong Un – chiaramente più assertivo e militarmente più potente agli occhi di Washington – non ha pubblicamente mostrato alcuna volontà di rinnovare le sue precedenti offerte relative alla denuclearizzazione. Per usare le sue stesse parole: “la nuclearizzazione nordcoreana non è negoziabile”!
Kim continua a esercitare pressioni mettendo in mostra la potenza missilistica e nucleare del Paese e la dichiarazione del 26 dicembre rientra certamente in questo quadro.













