Chiesa del Golfo: il Vicariato dell’Arabia Meridionale accoglie il ministero dei catechisti

Chiesa del Golfo: il Vicariato dell’Arabia Meridionale accoglie il ministero dei catechisti

K metro 0 – Città del Vaticano – Un passo di portata storica segna la vita del Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale. Il prossimo 28 settembre, infatti, Papa Leone XIV conferirà l’istituzione come Catechista a Catherine (Kate) Miles Flynn, figura di riferimento da oltre vent’anni nella formazione cristiana della comunità locale. Il ministero del Catechista, rilanciato

K metro 0 – Città del Vaticano – Un passo di portata storica segna la vita del Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale. Il prossimo 28 settembre, infatti, Papa Leone XIV conferirà l’istituzione come Catechista a Catherine (Kate) Miles Flynn, figura di riferimento da oltre vent’anni nella formazione cristiana della comunità locale.

Il ministero del Catechista, rilanciato nel 2021 da Papa Francesco con il Motu Proprio Antiquum Ministerium, recupera un’antica tradizione ecclesiale, spesso decisiva nei territori di missione, dove i catechisti hanno avuto il compito di accompagnare le comunità e, in assenza di sacerdoti, persino di guidarle. Per il Vicariato dell’Arabia Meridionale si tratta della prima istituzione ufficiale di un catechista.

«È un segno di riconoscimento per il nostro impegno nella formazione cristiana, un faro per le altre Chiese», ha dichiarato il vescovo Paolo Martinelli, Vicario Apostolico, sottolineando come questo passo rafforzi anche il legame con la Chiesa universale.

Il contesto in cui opera il Vicariato è unico: la quasi totalità dei fedeli è composta da migranti, compreso il clero, con una condizione di residenza temporanea e senza prospettive di cittadinanza. «Siamo una Chiesa di migranti – spiega Mons. Martinelli –. Le persone non hanno stabilità, e avere un ministero stabile è per noi una sfida ma anche una grande opportunità. La nostra fede diventa la nostra stabilità».

L’istituzione di un catechista, ministero che implica un impegno permanente, diventa così un punto di continuità e una testimonianza di fedeltà in un contesto segnato dalla transitorietà.

Il valore della catechesi nel Vicariato emerge anche dai numeri: circa 35.000 bambini frequentano i percorsi di formazione cristiana, segno del forte desiderio dei genitori di trasmettere la fede ai figli. L’istituzione ufficiale di un catechista da parte del Papa rappresenta un ulteriore incoraggiamento in questa direzione.

«La formazione cristiana non è la trasmissione di un elenco di regole – afferma Mons. Paolo – ma la ricerca di un legame vitale tra fede e vita. Imparare a vivere ogni giorno alla luce del mistero che celebriamo è il cuore del Catechismo».

Secondo il Vicario, questo passaggio apre anche prospettive più ampie per i ministeri nella Chiesa, che non devono limitarsi al servizio liturgico ma assumere una dimensione missionaria. I catechisti possono diventare ponte con i lavoratori che vivono nei campi, con gli studenti universitari e con quanti si trovano lontani dalla vita comunitaria, portando loro sostegno spirituale e formazione.

«Il Catechismo è un ministero-ponte – sottolinea Martinelli – perché aiuta a radicare la fede nella vita quotidiana». Per questo, conclude il vescovo, l’istituzione del Catechista «è un dono per tutti i fedeli e apre la strada a una rinnovata comprensione del ruolo dei laici nella Chiesa».

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