Hong Kong. I candidati pro-democrazia hanno ottenuto più di un terzo dei seggi

Hong Kong. I candidati pro-democrazia hanno ottenuto più di un terzo dei seggi

K metro 0 – Hong Kong – Alle elezioni di Hong Kong i candidati pro-democrazia hanno ottenuto più di un terzo dei seggi. La chiamata alle urne ha rappresentato, un test, vero e proprio per quantificare il sostegno alle proteste antigovernative che hanno messo a soqquadro il territorio cinese per più di cinque mesi. Il

K metro 0 – Hong Kong – Alle elezioni di Hong Kong i candidati pro-democrazia hanno ottenuto più di un terzo dei seggi. La chiamata alle urne ha rappresentato, un test, vero e proprio per quantificare il sostegno alle proteste antigovernative che hanno messo a soqquadro il territorio cinese per più di cinque mesi. Il più grande partito politico pro-Pechino ha subito le perdite maggiori, con 100 candidati su 182 sconfitti. Tra questi anche il parlamentare Junius Ho, che era stato accoltellato durante la campagna elettorale.

Infatti, I gruppi per la democrazia a Hong Kong hanno ottenuto una vittoria a valanga alle elezioni per i consigli distrettuali che si sono tenute ieri nell’ex colonia britannica. I partiti pro-democrazia hanno conquistato almeno 390 dei 452 seggi a disposizione, ovvero 17 dei 18 consigli, secondo i dati riferiti dall’emittente Rthk poco dopo le 12 locali, le 5 del mattino in Italia. Un successo indiscusso che ha spinto l’attuale leader del governo locale, Carrie Lam, ad annunciare che le autorità di Hong Kong ascolteranno “umilmente” gli elettori e “rifletteranno seriamente”. Le elezioni di ieri hanno fatto registrare un record di affluenza alle urne: oltre 2,94 milioni di persone, il 71,2% degli aventi diritto, si sono recate alle urne per esprimere la loro preferenza.

In un comunicato rilasciato oggi, Lam ha dichiarato che il governo rispetterà i risultati. Esistono “varie analisi e interpretazioni”, ha commentato il capo dell’esecutivo, ma certamente “alcuni sono del parere che i risultati riflettano l’insoddisfazione delle persone per la situazione attuale e i problemi radicati nella società”. Il governo “ascolterà umilmente le opinioni dei cittadini e rifletterà seriamente su questo”, ha affermato ancora Lam. Per quasi sei mesi manifestazioni e disordini – innescati da una proposta di legge sull’estradizione in Cina poi ritirata – hanno sconvolto l’ex colonia britannica. La polizia ha talvolta fatto uso di proiettili veri, ferendo diversi manifestanti. A loro volta gli attivisti hanno attaccato gli agenti con pietre, bottiglie Molotov e oggetti contundenti, e in un caso hanno dato fuoco a un sostenitore del governo. Il voto di ieri – che si è svolto senza incidenti – per i cittadini di Hong Kong è stata l’occasione per esprimere alle urne la loro opinione sulla gestione della crisi da parte del governo di Carrie Lam. Il governo locale e Pechino speravano in un sostegno da parte della cosiddetta “maggioranza silenziosa”, ma le loro aspettative sono state tradite dalle urne.

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