Tenerife. Arona, la comunità che capeggia è quella italiana
- Diritti e integrazione, Speciale
- 4 Ottobre 2020
K metro 0 – Adnkronos – Mosca – Yevgeny Prigozhin ha cercato un contatto con Vladimir Putin durante la rivolta della Wagner, che si è fermata a 200 km da Mosca. Il presidente della Russia, però, ha rifiutato e non ha partecipato ai negoziati, condotti in particolare dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. L’accordo che ha posto
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K metro 0 – Adnkronos – Kiev – Kiev rivendica una avanzata simultanea su vari fronti nell’est dell’Ucraina. “Le forze del gruppo orientale hanno lanciato offensive su vari fronti allo stesso tempo. Avanzano a Orikhovo-Vasylivka, Bakhmut, Bohdanivka, Yahidne, Klishchiivka e Kurdiumivka, fanno progressi su tutti i fronti”, ha detto su Telegram la vice ministra della Difesa
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K metro 0 – Nova – Copenaghen – La Danimarca sta ospitando oggi un incontro organizzato nella massima segretezza dall’Ucraina e che riunisce diversi Paesi, compresi alcuni rimasti neutrali dopo l’invasione russa, per discutere le modalità per raggiungere una “pace duratura”. Sul tema emergono pochissimi dettagli e, stando a quanto si apprende, la diplomazia danese ha lavorato
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K metro 0 – Nova – Mosca – Il leader del gruppo paramilitare Wagner Evgenij Prigozhin ha accettato di interrompere la marcia che i suoi mercenari hanno intrapreso diretti verso Mosca, capitale della Russia, dopo un colloquio telefonico con il leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko. E’ quanto riferisce l’agenzia di stampa “Tass”, secondo cui sarebbe stata individuata una soluzione
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K metro 0 – Mosca – Vladimir Putin promette che “farà di tutto per proteggere la Russia” e assicura che, di fronte alla ribellione di Wagner, “la nostra risposta sarà dura“. Prigozhin potrebbe non vincere, ma Putin ne uscirà indebolito e potrebbe agire in modo irrazionale per provare la sua forza, nota la Cnn, ricordando
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K metro 0 – Mosca – Gli analisti politici e militari – anche quelli del Pentagono – si aspettavano che a voltare le spalle a Vladimir Putin sarebbero stati gli oligarchi. Gli uomini del potere economico della Russia post-comunista. Quelli che dallo stesso Putin – e prima ancora da Boris Eltsin – avevano avuto, praticamente
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