K metro 0 – Rabat – In occasione dell’avvento del nuovo anno 2026, il re del Marocco, Mohammed VI, si è congratulato con i capi di Stato e di governo di Paesi amici, esprimendo le sue “più calorose felicitazioni e sinceri auspici di salute, benessere e prosperità”. Nella stessa circostanza, il sovrano marocchino ha ricevuto
K metro 0 – Rabat – In occasione dell’avvento del nuovo anno 2026, il re del Marocco, Mohammed VI, si è congratulato con i capi di Stato e di governo di Paesi amici, esprimendo le sue “più calorose felicitazioni e sinceri auspici di salute, benessere e prosperità”. Nella stessa circostanza, il sovrano marocchino ha ricevuto messaggi di auguri da parte dei leader di tali Paesi e di alte personalità internazionali, che hanno rivolto al monarca i loro auguri di salute e felicità, augurando al popolo marocchino ulteriori progressi e prosperità sotto la sua saggia guida.
Secondo quanto reso noto, tra i leader che hanno scambiato messaggi di auguri con Mohammed VI figura il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, oltre allo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti; lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, primo ministro e governatore di Dubai; lo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti; re Abdallah II di Giordania e la regina Rania; il sultano Haitham bin Tariq dell’Oman; lo sceicco Mishal Al Ahmad Al Jaber Al Sabah, emiro del Kuwait; re Felipe VI di Spagna e la regina Letizia; re Frederik X di Danimarca; il presidente cinese Xi Jinping; il presidente russo Vladimir Putin; il presidente della Repubblica di Corea Lee Jae-myung; il presidente del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedow; il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev; il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko; il presidente dell’Ecuador Daniel Noboa Azin; il presidente delle Comore Othman Ghazali; il presidente di Gibuti Ismail Omar Guelleh; il presidente della Sierra Leone Julius Maada Bio; il presidente dell’Estonia Alar Karis; il presidente dell’Ungheria Tamás Sulyok; il primo ministro ungherese Viktor Orbán; e la prima ministra del Giappone Sanae Takaichi.













