L’aereo di Netanyahu sorvola l’Italia, Amnesty attacca il governo Meloni

L’aereo di Netanyahu sorvola l’Italia, Amnesty attacca il governo Meloni

K metro 0 – Roma – L’aereo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi), ha sorvolato ancora lo spazio aereo italiano senza che il governo abbia adottato misure né fornito chiarimenti ufficiali. Una scelta che ha acceso nuove polemiche e attirato le

K metro 0 – Roma – L’aereo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi), ha sorvolato ancora lo spazio aereo italiano senza che il governo abbia adottato misure né fornito chiarimenti ufficiali. Una scelta che ha acceso nuove polemiche e attirato le critiche di Amnesty International e di diverse forze politiche.

Secondo quanto denunciato da Amnesty e dalla campagna Last Day of Gaza, il velivolo di Netanyahu ha attraversato i cieli italiani sia nel viaggio verso gli Stati Uniti sia nel rientro in Israele. Un passaggio che, per l’organizzazione per i diritti umani, rappresenterebbe una violazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma, che impone agli Stati aderenti di cooperare con la Cpi. «La giustizia internazionale non è selettiva e non può dipendere da valutazioni politiche», ha dichiarato Amnesty, puntando il dito contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

A far discutere non è solo il silenzio del governo, ma anche la rotta scelta dall’aereo del premier israeliano, il Wing of Zion. Come mostrano i dati di Flight Radar, per raggiungere la Florida – e non Washington o New York, come in precedenti visite – il velivolo ha seguito una traiettoria più lunga, evitando i cieli spagnoli e sorvolando invece quelli di Italia, Grecia e Francia. La Spagna è infatti tra i Paesi europei più critici nei confronti delle operazioni militari israeliane a Gaza.

Non è la prima volta che Netanyahu evita determinate rotte. A fine settembre, secondo quanto riportato dal Times of Israel, il premier aveva aggirato anche lo spazio aereo francese, scegliendo un passaggio attraverso lo stretto di Gibilterra. In quell’occasione, il quotidiano israeliano ipotizzava che la scelta fosse legata al mandato di arresto per presunti crimini di guerra. Un’ipotesi che resta al condizionale, ma che continua a essere avanzata da osservatori e attivisti.

Joseph Villeroy
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