K metro 0 – Copenaghen – La Danimarca ha etichettato gli Stati Uniti come potenziale minaccia alla sicurezza per la prima volta in un rapporto annuale pubblicato da una delle sue agenzie di intelligence, fornendo ulteriori prove della crescente tensione nell’alleanza transatlantica tra Europa e Stati Uniti. Il rapporto, redatto dal Servizio di intelligence della
K metro 0 – Copenaghen – La Danimarca ha etichettato gli Stati Uniti come potenziale minaccia alla sicurezza per la prima volta in un rapporto annuale pubblicato da una delle sue agenzie di intelligence, fornendo ulteriori prove della crescente tensione nell’alleanza transatlantica tra Europa e Stati Uniti.
Il rapporto, redatto dal Servizio di intelligence della difesa danese (DDIS), avverte che gli Stati Uniti “utilizzano il potere economico, comprese le minacce di dazi elevati, per imporre la propria volontà e non escludono più il ricorso alla forza militare, anche contro gli alleati”.
Nelle sue previsioni di intelligence per il 2025 pubblicate mercoledì 10 dicembre, il Servizio di intelligence della difesa danese osserva che Washington sta dando sempre più priorità ai propri interessi e “utilizzando la propria forza economica e tecnologica come strumento di potere”, anche nei confronti di alleati e partner, con un chiaro riferimento al tentativo di strappare il controllo della Groenlandia alla Danimarca.
La valutazione è uno dei più severi avvertimenti rivolti agli Stati Uniti da parte di un servizio di intelligence europeo. A ottobre, riferisce Politico.eu, le spie olandesi hanno dichiarato di aver interrotto la condivisione di alcune informazioni con le controparti statunitensi, citando interferenze politiche e preoccupazioni relative ai diritti umani.
L’avvertimento danese sottolinea il malessere europeo mentre Washington attua una politica industriale più aggressiva sulla scena globale ed evidenzia il crescente divario tra gli alleati, con la Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti che afferma che l’Europa dovrà affrontare la “prospettiva di una cancellazione della civiltà entro i prossimi 20 anni”.
Nello scenario peggiore, i servizi segreti danesi prevedono che tra pochi anni i Paesi occidentali potrebbero trovarsi in una situazione in cui sia la Russia che la Cina sono pronte a combattere le proprie guerre regionali rispettivamente nella regione del Mar Baltico e nello Stretto di Taiwan.
Il rapporto danese sottolinea inoltre che “vi è incertezza su come si svilupperanno le relazioni tra Cina e Stati Uniti nei prossimi anni”, poiché la rapida ascesa di Pechino ha eroso la posizione di lunga data degli Stati Uniti come potenza globale indiscussa. Tale incertezza riguarda anche l’attenzione crescente degli Stati Uniti verso l’Oceano Pacifico, che sta creando dubbi sul loro ruolo di principale garante della sicurezza in Europa e imponendo ai Paesi europei maggiori esigenze di armamenti e cooperazione per rafforzare la deterrenza nei confronti della Russia.
La CNN ha provato a contattare l’ambasciata degli Stati Uniti a Copenaghen e l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale a Washington per un commento, ma senza ricevere risposta.
Oltre all’avvertimento relativo agli Stati Uniti, il rapporto si concentra principalmente sulle minacce strategiche poste da Russia e Cina e sull’instabilità causata dall’ascesa di Pechino e dal conseguente cambiamento dei rapporti di forza globali. Sottolinea che “la minaccia militare della Russia nei confronti della NATO aumenterà”, una preoccupazione amplificata per i danesi proprio a fronte dell’incertezza sul ruolo di Washington.
I rapporti normalmente amichevoli tra la Danimarca e il suo alleato NATO si sono incrinati all’inizio dell’anno, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso interesse ad assumere il controllo della Groenlandia, un’isola artica autonoma, ricca di risorse e strategicamente importante, che fa parte legalmente del regno danese. Sebbene Trump non abbia più ripreso l’idea da mesi, ciò ha segnalato la sua volontà di rivedere il rapporto con i partner europei dopo decenni di stretta cooperazione dalla fine della seconda guerra mondiale.
Questo rapporto è nuovamente sotto esame, poiché le diverse priorità strategiche degli Stati Uniti e dell’Europa sono state messe in luce nei recenti colloqui di pace sull’Ucraina e, in modo ancora più drammatico, nella strategia di sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, che ha adottato un atteggiamento di scontro senza precedenti nei confronti dell’Europa.
Infine, dopo gli incontri Usa e Danimarca e Groenlandia si sono dichiarati formalmente in armonia e “rispetto reciproco”, in coerenza con la storia che data a quasi un secolo delle loro relazioni Internazionali, però rimane aperta la questione sul grado di influenza in divenire degli USA sulla regione Artica e su quello di condivisione o scissione sul punto con i competitors strategici shadow europei e russi e rimane aperto il problema della decisione sull’esplorazione e utilizzazione delle terre rare che richiede una tecnologia di estrazione e lavorazione prettamente americana ma compete al governo danese e a quello groenlandese territorialmente.
Per la Danimarca, le minacce poste da Russia e Stati Uniti sono intrecciate. Il rapporto sostiene che “la Russia cercherà di sfruttare il desiderio degli Stati Uniti di porre rapidamente fine alla guerra (in Ucraina) per seminare divisioni tra gli Stati Uniti e l’Europa”.
di Sandro Doria













