K metro 0 – Buenos Aires – Il ministro dell’Economia argentino, Luis “Toto” Caputo, ha annunciato un piano per aumentare la circolazione del dollaro statunitense all’interno del Paese. L’obiettivo è spingere i cittadini a usare i propri risparmi in valuta estera, stimati in circa 200 miliardi di dollari, per acquistare beni come elettrodomestici, auto e
K metro 0 – Buenos Aires – Il ministro dell’Economia argentino, Luis “Toto” Caputo, ha annunciato un piano per aumentare la circolazione del dollaro statunitense all’interno del Paese. L’obiettivo è spingere i cittadini a usare i propri risparmi in valuta estera, stimati in circa 200 miliardi di dollari, per acquistare beni come elettrodomestici, auto e immobili. “Vogliamo che si possa comprare quello che si vuole senza dover dare spiegazioni”, ha dichiarato Caputo. Il governo intende così stimolare i consumi, rafforzare il prodotto interno lordo e calmierare il tasso di cambio aumentando l’offerta di dollari.
Caputo ha spiegato che il governo Milei non intende più emettere nuovi pesos e punta a mantenere la crescita senza ricorrere alla stampa di moneta. La strategia passa anche da un cambiamento culturale: “Vogliamo che la gente possa usare i dollari senza temere controlli da parte della UIF o dell’Afip”, ha detto il ministro, riferendosi al timore diffuso di essere perseguiti per l’uso della valuta statunitense.
Negli ultimi mesi, il governo ha iniziato a smantellare le restrizioni imposte negli anni sull’uso del dollaro. Il primo passo è stato la rimozione del tetto mensile di 200 dollari per persona fisica. Oggi, tramite canali digitali, non esistono più limiti. Allo sportello resta un tetto di 100 dollari mensili, accompagnato da una dichiarazione giurata.
Il nuovo sistema rappresenta la “terza fase” della riforma monetaria voluta da Milei. Il valore del dollaro verrà ora determinato dal mercato, all’interno di una fascia compresa tra 1.000 e 1.400 pesos. Questa banda potrà variare dell’1% ogni mese. La Banca centrale potrà intervenire solo se il cambio si discosterà da questi limiti. Analisti e media si aspettano che il valore iniziale si assesti intorno ai 1.300 pesos, vicino alla quotazione del mercato informale.
Tra le novità più rilevanti anche l’abolizione del cosiddetto dollaro “blend”, che permetteva agli esportatori di cambiare l’80% dei loro guadagni al tasso ufficiale e il 20% a quello del mercato parallelo. Il nuovo sistema prevede che l’intero incasso venga convertito al tasso unificato, con l’intento di semplificare il regime valutario e rendere più prevedibile l’attività di export.
Caputo ha anche ricordato il supporto del Fondo monetario internazionale, che ha concesso un prestito da 20 miliardi di dollari. Di questi, 15 miliardi saranno di immediata disponibilità: 12 miliardi già erogati, 2 previsti per giugno e 1 nel secondo semestre. A questi si aggiungono 6,1 miliardi da altri organismi internazionali e un prestito in preparazione da 2 miliardi. Inoltre, è stato rinnovato lo swap con la Banca centrale cinese per altri 5 miliardi. “Nel complesso, queste risorse potrebbero aumentare di 23 miliardi le riserve liquide della Banca centrale nel 2025”, ha detto Caputo.
Questa maggiore disponibilità di valuta estera consente ora al governo di allentare anche i vincoli sulla distribuzione degli utili all’estero. In passato, la Banca centrale dava priorità all’importazione di beni essenziali e al pagamento del debito, penalizzando le aziende che volevano rimpatriare profitti. Da gennaio 2025, invece, tutte le imprese potranno trasferire all’estero gli utili generati, senza dover prima convertirli in pesos o sottostare a tassi sfavorevoli.
Il governo scommette sulla “rimonetizzazione” in dollari come chiave per rilanciare l’economia. Caputo ha ammesso che le misure solleveranno critiche, ma si è detto convinto della bontà del piano: “Ci sarà sempre qualcuno che spera che l’Argentina vada male”.













