Irlanda, otto giovani su dieci necessitano di cure psicologiche per la pandemia

Irlanda, otto giovani su dieci necessitano di cure psicologiche per la pandemia

K metro 0 – Dublino – Otto giovani su dieci in Irlanda hanno subito un grave disagio mentale a causa della pandemia, e sette su dieci sono convinti che il governo non capisca le problematiche della loro fascia d’età. E’ quanto emerso dallo studio My So-Called Covid Life, condotto dalla società di ricerca Spark, commissionata

K metro 0 – Dublino – Otto giovani su dieci in Irlanda hanno subito un grave disagio mentale a causa della pandemia, e sette su dieci sono convinti che il governo non capisca le problematiche della loro fascia d’età. E’ quanto emerso dallo studio My So-Called Covid Life, condotto dalla società di ricerca Spark, commissionata dalla stazione radio locale Beat 102-103. Studio sottoposto poi alla sottocommissione dell’Oireachtas (Parlamento della Repubblica d’Irlanda) sulla salute mentale.

Un sondaggio davvero inquietante che rivela tutte le fragilità dei giovani costretti alle restrizioni del lockdown. “Nell’ultimo anno, la nostra radio ha notato un aumento della comunicazione da parte dei giovani, e delle loro rivendicazioni in favore della salute mentale” ha dichiarato il direttore generale del programma di Beat, Gabrielle Cummins. I risultati emersi sono preoccupanti: l’83% degli intervistati ha rivelato che la loro salute mentale è stata influenzata negativamente dalla pandemia, ma il 73 per cento di coloro che ne sono stati colpiti mentalmente ha affermato di non essersi ancora avvalso di alcun servizio di supporto psicologico. E, come se non bastasse, sette su dieci, appunto, sentono di non essere ascoltati dal governo.

Come venire incontro a questo disagio giovanile crescente? La Cummins ha riferito che sono in programma finanziamenti per progetti mirati, per aiutarli a parlare degli effetti delle restrizioni della chiusura. “Dobbiamo comunicare con loro e farci raccontare le loro storie in maniera positiva” ha aggiunto la responsabile della stazione radio regionale. Il problema, a quanto pare, però, sembrano proprio le pratiche di reclutamento degli psicologi stessi, gudicate non etiche. “Dato il clima attuale di Irlanda, con liste d’attesa molto lunghe per i servizi di salute mentale per bambini e adulti, proponiamo che la competenza e l’esperienza dei nostri psicologi laureati sia utilizzata per aiutare ad affrontare questa crisi” ha dichiarato la fondatrice di CARE, Marina Dillon. Secondo la quale, “agenzie statali come l’HSE, ad esempio, fanno pubblicità per riempire i ruoli di assistente di psicologia non retribuiti, chiedendo anni di esperienza e un’istruzione minima a livello di master anche solo per candidarsi”. Una grana non indifferente per la Repubblica d’Irlanda, visto che molti psicologici clinici devono trasferirsi per fare esperienza o sono costretti a lavorare gratis per far pratica. Col risultato di penalizzare le classi meno abbienti con disagi mentali. E i giovani, appunto.

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